Tra immagini e parole: per conoscere la Maremma, la sua storia, i luoghi e la natura.

Ristorante “Gli Attortellati”: cucina tipica a chilometro zero

Ristorante e azienda agricola tra le più note della Toscana, nella Maremma grossetana, unisce i sapori della tradizione tra biologico, gluten free e sapienza contadina Cucina: tipica maremmana Piatto tipico:…

Ristorante e azienda agricola tra le più note della Toscana, nella Maremma grossetana, unisce i sapori della tradizione tra biologico, gluten free e sapienza contadina

  • Cucina: tipica maremmana
  • Piatto tipico: tortelli
  • Prodotti: pasta fatta in casa, verdure e carne a km zero
  • Fascia di prezzo: € 24- €30 a testa
  • Orari di apertura: tutti i giorni 19:30-22:30, sabato e domenica aperto anche a pranzo 13:00-15:00
  • Atmosfera: informale, per famiglie, gruppi

Non lontano da Castiglione della Pescaia c’è una locanda celebre anche oltre confine, che con la propria genuinità ha contribuito ad esportare l’eccellenza e l’abbondanza della tipica cucina maremmana, con i suoi sapori e i famosi Tortelli.

Immerso nel verde ma a soli 2 km dall’ultimo complesso cittadino, Gli Attortellati è un gioiello di ristorazione rurale.

Uscendo dal Centro Commerciale Aurelia Antica si percorre la Strada della Trappola, godendo del paesaggio finché un cartello semicoperto dagli eucalipti spunta ad indicare la destinazione.

Eccoci arrivati all'ingresso

Eccoci arrivati all’ingresso

Il ristorante sembra appartenere ad un altro secolo, ma in realtà nasce nel non troppo lontano 1999. La gestione? Familiare!

L’inizio si deve a Grazia e Carlo, la cui sapienza contadina si rispecchia in un regime rigorosamente biologico: cottura prevalentemente a legna, marmellate, pane, pasta e dolci artigianali, salumi prodotti con i maiali “di casa” incrociati con la Cinta Senese. Oggi l’azienda agricola e il locale sono gestiti dai cinque figli (Massimiliano, Cristina, Simone, Aurora e Nicola): vantano una cucina professionale, una cantina di vini curata da un sommelier Ais e tantissime idee in continuo sviluppo.

Al lavoro con la pasta fatta in casa

Al lavoro con la pasta fatta in casa

Gli Attortellati è un ristorante a “metri zero”. Già dal parcheggio si nota l’immenso orto che quotidianamente rifornisce di materie prime i gestori, tra verdure ed erbe aromatiche. Poco più in là, gli allevamenti ed il frutteto. Tutti prodotti che si ritrovano sulla tavola apparecchiata in stile casalingo.

Altro aspetto tipico è la formula del menù, una sorta di all you can eat maremmano composto da ben nove portate: quattro antipasti, due primi, un secondo con contorno e il dolce. Prezzo: € 30,00 cad., bevande escluse.

I famosi Tortelli maremmani

I famosi Tortelli Maremmani

Gli Attortellati offre anche altri servizi molto apprezzati:

  • menù ridotti;
  • gluten free;
  • cucina vegetariana;
  • piatti per bambini;
  • dog friendly.

A chi è in compagnia del suo cane basterà portarlo al guinzaglio, e l’accesso è consentito! Se segnalato al momento della prenotazione, si potrà avere un tavolo dove l’amico di scorribande avrà più spazio, indisturbato dagli altri avventori.

Contatti:

Telefono: 0564-400059, 328-4572663

Come arrivare:

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Cantucci con le mandorle, la ricetta Toscana

La scorsa estate abbiamo scoperto che alcuni dei nostri ospiti erano appassionati di cucina. Come ce ne siamo accorti? Dal profumino dei piatti che cucinavano nella Mobile home che si diffondeva…

La scorsa estate abbiamo scoperto che alcuni dei nostri ospiti erano appassionati di cucina.
Come ce ne siamo accorti? Dal profumino dei piatti che cucinavano nella Mobile home che si diffondeva nelle vie del Resort all’ora di pranzo e cena!
Come potevamo non prendere spunto dal loro blog  “Ricette al volo”, per  riproporvi qualche ricetta tipicamente Toscana, come questa!
cantucci Toscani alle mandorle

Cantucci Toscani alle mandorle

Ingredienti per 30-35 biscotti:

  • 500 g di farina 00
  • 350 g di zucchero
  • 4 uova
  • 1 bustina di vanillina
  • un pizzico di sale
  • 150 g di mandorle tostate (oppure nocciole)
  • 1 bustina di lievito per dolci

PREPARAZIONE

  • Tostate le mandorle (senza la pellicina) nel forno ben caldo per qualche minuto, quindi tritatele grossolanamente con un coltello.
  • Fate una fontana con la farina, lo zucchero, il lievito, il sale e la vanillina, nel buco che si viene a creare versatevi le uova intere. Amalgamate bene tutta la farina ed impastate velocemente.
  • Formate due filoncini di circa 4 cm di larghezza e disponeteli ben distanziati sulla teglia ricoperta da carta forno. Cuoceteli a 180° in forno statico per circa 20 minuti.
  • Estraete la teglia, aspettate qualche minuto che intiepidiscano e tagliate i filoncini a fettine diagonali di circa un centimetro di larghezza.
  • Ripassate i biscotti di nuovo in forno per circa 5 minuti per lato. In questo modo diventeranno belli croccanti.

I cantucci vanno accompagnati con del buon Vin Santo, dove andranno inzuppati

 

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Roselle, il fascino archeologico di una passeggiata nel tempo

Roselle: percorsi di un sito archeologico sconosciuto ai più. Un tuffo nel passato a soli 20 minuti dal mare di Castiglione della Pescaia “Una solitudine selvaggia di pietre e di cespugli spinose – tana della volpe e del cinghiale, del serpe e della lucertola – visitata solo dal mandriano e dal pastore…” così George Dennis, diplomatico ed erudito inglese del XIX secolo, descrisse la cittadina di Roselle in occasione di una visita in Maremma. Roselle conserva ancora un fascino selvaggio e d’altri tempi, a cui si…

Roselle: percorsi di un sito archeologico sconosciuto ai più. Un tuffo nel passato a soli 20 minuti dal mare di Castiglione della Pescaia

“Una solitudine selvaggia di pietre e di cespugli spinose – tana della volpe e del cinghiale, del serpe e della lucertola – visitata solo dal mandriano e dal pastore…” così George Dennis, diplomatico ed erudito inglese del XIX secolo, descrisse la cittadina di Roselle in occasione di una visita in Maremma.

Roselle conserva ancora un fascino selvaggio e d’altri tempi, a cui si aggiunge l’interesse storico della vicina Area archeologica (MiBAC). Sotto la gestione del Polo Museale della Toscana, il sito è semplice da raggiungere, distante solo una decina di chilometri da Grosseto lungo la statale per Siena. Il percorso all’interno è di circa 2 km e svela i resti delle civiltà che fin dalla Preistoria hanno frequentato queste terre: le visite guidate con esperti del territorio e le escursioni che vi si possono fare rappresentano un must do per gli amanti di archeologia.

Roselle, area archeologica

Roselle, area archeologica

È a partire dal VII secolo a.C. che si riscontrano tracce di civiltà stabili: i colli di Roselle e Vetulonia dominavano la valle da una posizione strategica, dove la presenza del fiume Ombrone rappresentò un’opportunità di commercio con la Val d’Orcia e la parte più interna dell’Etruria.

Roselle, area archeologica

Roselle, area archeologica

Dalla sua altura, Roselle è stata testimone di importanti cambiamenti. Dove ora si estende la valle, un tempo vi erano acqua e lagune: il lago Prile è oggi solo un ricordo; soggetto a opere di bonifica, dello specchio d’acqua resta un riflesso nella memoria di Roselle. 

L'area archeologica vista dall'alto

L’area archeologica vista dall’alto

Ma di un passato ancora più remoto rimangono invece numerose tracce: il principale complesso museale e le mura di terrazzamento percorribili raccontano di quando la zona era una delle più importanti città etrusche. Passeggiando in cima a queste antiche costruzioni, lo sguardo domina la campagna e il panorama: è un regalo al visitatore, che si trova improvvisamente trasportato indietro nel tempo e nella storia, lontano da un presente frenetico e sotto un cielo che sembra ancora appartenere ad altri tempi.

Roselle, area archeologica

Roselle, area archeologica

Colonizzata in età imperiale, a Roselle i romani hanno lasciato in eredità un importante primato: qui, infatti, sorge il più antico stabilimento termale della Maremma.  Ma nel Medioevo, l’abbandono. La diocesi fu spostata a Grosseto, e Roselle si trasformò, giorno dopo giorno, nel sito archeologico che è oggi.

Particolare di una pavimentazione

Particolare di una pavimentazione

Al termine della passeggiata nel tempo e nella natura è possibile trascorrere una piacevole serata nella vicina Cava di Roselle; si tratta di una cava dismessa che ospita un bellissimo giardino sede di feste ed eventi, dalla cui terrazza si può godere di un panorama mozzafiato sulla Maremma.

Area archeologica 

Aperto tutti i giorni secondo l’orario stagionale. Per informazioni: 0564-402403 / +39 335-1450361

Cava di Roselle

Per informazioni: +39 348-4800409 / info@cavaroselle.net

Dove dormire

Puntala Camp & Resort

Come arrivare 

 

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Ricetta della zuppa di pane Toscano

La scorsa estate abbiamo scoperto che fra i nostri ospiti c’era una ragazza che si dilettava in cucina (e avreste dovuto sentire il profumino dei piatti che cucinava nella Mobile…

La scorsa estate abbiamo scoperto che fra i nostri ospiti c’era una ragazza che si dilettava in cucina (e avreste dovuto sentire il profumino dei piatti che cucinava nella Mobile home come si diffondeva nelle vie del Resort all’ora di pranzo e cena)!
Dalla sua passione è nato un blog, “Ricette al volo”, da dove abbiamo preso spunto per la preparazione di qualche piatto tipicamente Toscano, come questo!

 

La zuppa di Pane Toscana

La zuppa di Pane Toscana

 

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

  • 400-500 g di pane raffermo del tipo toscano (senza sale) o comunque con la mollica compatta
  • un barattolo di fagioli cannellini già lessati
  • tre carote
  • tre coste di sedano
  • una cipolla bianca
  • tre-quattro patate medie
  • tre zucchine
  •  un mazzolino di bietole
  • un mazzetto di cavolo nero
  • una manciata di fagiolini
  • due cucchiai di concentrato di pomodoro
  • dado granulare vegetale qb
  • sale e pepe
  • olio extravergine d’oliva qb

PREPARAZIONE

Lavate e mondate tutte le verdure. Prendete un tegame dai bordi alti e fate soffriggere la cipolla tagliata fine nell’olio (circa sei cucchiai). Quindi aggiungete le patate, le carote e il sedano tagliati a cubetti. Salate e fate insaporire. Aggiungete 500 ml di acqua e fate cuocere con il coperchio.

Dopodiché aggiungete tutte le altre verdure. Ricoprite con altra acqua, aggiungete due cucchiaini di dado granulare, il concentrato di pomodoro e fate bollire il minestrone per almeno 40-50 minuti.

Quando tutte le verdure saranno ben cotte unite i fagioli cannellini,  sciacquati e scolati. Assaggiate ed eventualmente aggiustate di sale. Fate bollire il minestrone per altri dieci minuti quindi lasciatelo a raffreddare.

Ora prendete un piatto fondo o un’insalatiera e sistematevi alcune fette di pane toscano raffermo. Ricoprite le fette con una bella quantità di minestrone, un giro d’olio a crudo e fate via via altri due strati.

Riponete il piatto in frigorifero almeno un paio d’ore. Una volta fredda, servite la zuppa di pane toscana con della cipolla bianca tagliata fine.

Un piccolo trucco: per addolcire la cipolla e togliere l’aroma intenso lasciatela a bagno per alcune ore in acqua fredda.

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Populonia e Baratti: acque azzurre e spiagge rosse

Splendidi orizzonti e tracce di storia per un week end outdoor sulla Costa degli Etruschi. Un magico borgo che si affaccia sul mare e sulla storia più remota. E’ Populonia,…

Splendidi orizzonti e tracce di storia per un week end outdoor sulla Costa degli Etruschi.

Un magico borgo che si affaccia sul mare e sulla storia più remota. E’ Populonia, città influente dell’antica Etruria, focolaio decisivo della civiltà Italiana. Oltre le possenti mura di cinta risalenti al XV secolo, soffia un vento che sa di salsedine e spira da lontano: Populonia è la sola città etrusca insediata sul mare, unica come l’atmosfera che potete rivivere visitando i suoi vicoli e guardando l’orizzonte dai suoi antichi merletti.

Panorami che sconfinano oltre l’orizzonte del mare.

Panorami che sconfinano oltre l’orizzonte del mare.

Sulla punta nord del promontorio di Piombino, Populonia domina il golfo di Baratti e la sua splendida spiaggia, luogo ideale per tuffarsi durante la stagione estiva ma anche ricco di vegetazione che ospita fauna selvatica: infatti è un punto di sosta per la migrazione di una specie rarissima e protetta. Passeggiando fra le pinete e boschetti di leccio si possono scorgere uccelli dal lungo becco, aspetto bizzarro e un piumaggio cangiante, sono ibis eremita che sorvolano l’area e talvolta vi fanno tappa, tanto che non è raro avvistarli sul bel prato accanto alla spiaggia.

I colori del golfo di Baratti all’imbrunire.

I colori del golfo di Baratti all’imbrunire.

Natura e storia remota si fondono a Populonia e nei suoi dintorni ed è possibile immergersi in entrambe completamente. Dalla spiaggia si arriva alle aree archeologiche con una breve passeggiata.

L’acropoli si trova nel borgo Populonia Alta, raggiungibile in auto o a piedi, le necropoli invece sono dislocate in diversi siti del promontorio e del golfo. Queste tracce della civiltà etrusca fanno parte del Parco Archeologico di Baratti e Populonia che da la possibilità di camminare tra testimonianze ben conservate di città e porti che un tempo contavano migliaia di abitanti.

Dalla torre la vista spazia sulla costa del golfo di Baratti

Dalla torre la vista spazia sulla costa del golfo di Baratti

Passeggiando nella storia a picco sul mare di Populonia può venir voglia d’immergersi nel blu intenso delle acque che bagnano questo tratto di costa toscana. La spiaggia di Baratti è una lunga lingua di sabbia rossa situata nell’omonimo golfo, sulla quale si infrangono dolci onde di mare azzurro e limpido.

I fondali sono ricchi di flora e fauna ittica, ideale per lo snorkeling e per i bambini, con profondità che aumentano gradualmente verso il largo. Il suggestivo e caratteristico colore della sabbia è dovuto ai residui dell’attività metallurgica degli etruschi che all’epoca monopolizzarono il commercio del ferro: è in quest’area che sorgevano le fornaci in cui si lavorava il metallo.

La rigogliosa vegetazione mediterranea abbraccia la spiaggia, e con le sue pinete offre una piacevole pausa dal sole; è confinante con il parco archeologico ed è dotata anche di servizi di ristorazione, tratti di spiaggia attrezzata e parcheggio.

La spiaggia del golfo di Baratti.

La spiaggia del golfo di Baratti.

Per chi vuole immergersi in acque circondate da un ambiente incontaminato, scoprendo scogliere a picco sul mare e panorami mozzafiato, la destinazione è Buca delle Fate. Con un facile e breve trekking, in cui ci si imbatte anche in alcuni esempi di tombe ipogee etrusche, si raggiunge la splendida e intima baia.Sia Baratti che Buca delle Fate sono raggiungibili con pochi minuti di auto da Populonia, per completare in bellezza una o più giornate nel mondo etrusco.

Cosa vedere in breve a Populonia:

  • La torre di Populonia; si può salire sulle sue mura e ammirare dall’alto il Golfo di Baratti e la Val di Cornia.
  • Il Museo Etrusco e la collezione privata della famiglia Gasparri.
  • L’Acropoli di Populonia.
  • La Necropoli di San Cerbone e la necropoli delle Grotte.
  • Il Monastero di San Quirico; si trova nei pressi di Buca delle Fate ed è immerso nella vegetazione.
  • Il Centro di archeologia sperimentale “Davide Mancini” che accoglie la ricostruzione di una capanna dell’età del bronzo.

Parco Archeologico di Baratti e Populonia

Dove dormire: Puntala Camp & Resort

Come arrivare:

QUALCHE FOTO

 

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Sassetta: natura, terme e relax

Sassetta è una storia di pietre e acque termali nel cuore della Val di Cornia, una meta da scoprire tra una passeggiata nel borgo e un bagno di benessere. Lasciandosi…

Sassetta è una storia di pietre e acque termali nel cuore della Val di Cornia, una meta da scoprire tra una passeggiata nel borgo e un bagno di benessere.

Lasciandosi alle spalle gli orizzonti di mare che sfiorano San Vincenzo, lo sguardo si perde oltre le colline verdi che racchiudono lo spirito autentico della Maremma. Sassetta è posta là, dove si domina la vallata, immersa nel silenzio di una Toscana che ha conservato i ritmi di una volta, quelli lenti e selvaggi che raccontano un rapporto schietto e armonico tra uomo e natura.

Sassetta: vista panoramica del borgo

Sassetta: vista panoramica del borgo

Una volta arrivati a Sassetta il mare è ormai lontano, distante una ventina di minuti in auto dalla costa di San Vincenzo e da Marina di Castagneto Carducci, e un’aria diversa inonda il visitatore. È un’atmosfera fresca, fatta di genuinità e bellezza.

Tanto affascinante e rilassante in superficie quanto ricca e attiva sotto terra: a Sassetta si estrae il marmo rosso, pietra che scultori e scalpellini da sempre modellano per arricchire chiese, dimore ed edifici, così come le stesse strade del borgo. Questa opere, che dal rosso sfumano verso il rosa, si lasciano ammirare passeggiando tra le case in pietra, suggestive abitazioni di una volta.

Uno dei primi scorci appena entrati nel borgo di Sassetta.

Uno dei primi scorci appena entrati nel borgo di Sassetta.

Le colline marmoree di Sassetta custodiscono una storia antichissima, rintracciata grazie alla presenza delle numerose ammoniti, conchiglie fossili di animali invertebrati che risalgono al Cretaceo.

Ma le viscere di questa terra non hanno dato origine soltanto al pregiato marmo rosso: il sottosuolo ribolle e porta in superficie il suo calore tramite sorgenti di acqua termale. Dopo un’interessante visita del centro storico, non c’è niente di meglio che immergersi nelle acque rigeneranti, note da sempre per la loro azione sul relax e sul benessere

Relax e natura alle terme

Relax e natura alle terme

Non lontano dal borgo, appena una decina di minuti in macchina, incastonato nella natura incontaminata del parco di Poggio Neri, si trova lo stabilimento termale e l’azienda agricola “La Cerreta”, riunite in un unico organismo biodinamico. Un podere lontano dai ritmi frenetici della quotidianità, dove soddisfare tutti e cinque i sensi: abbandonandosi alla calma nelle terme e gustando prodotti genuini, rigenerandosi a contatto con la natura e i suoi placidi paesaggi, facendo esperienza diretta della vita da fattoria e dei suoi animali.

Cosa fare a Sassetta in breve:

  • Passeggiare tra le strade del borgo e godersi i suoi panorami;
  • Visitare la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo e la rassegna permanente d’arte sacra;
  • Visitare il Museo del Bosco e intraprendere il percorso botanico e la via del carbone, che corrisponde al sentiero 102 intorno al vicino Monte Bufalaio;
  • Conoscere l’arte di Sassetta attraverso i percorsi allestiti nel centro storico e nel bosco, con le opere delle diverse edizioni del Simposio di Scultura;

Fare escursioni nel parco forestale di Poggio Neri: la rigogliosa area naturale che lambisce Sassetta, caratterizzata dalla presenza del castagno, è attraversata da sentieri trekking e per passeggiate a cavallo.

Percorso botanico Sassetta, scarica la traccia gpx

Informazioni utili:

Terme di Sassetta

Comune di Sassetta

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Qualche foto
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Trail Building: Punta Ala Trail Center [video]

Prendersi cura dei sentieri, o Trail Building, è un’attività che viene svolta regolarmente dal team del Punta Ala Trail Center Tra poco inizieremo a preparare i sentieri per soddisfare al massimo…

Prendersi cura dei sentieri, o Trail Building, è un’attività che viene svolta regolarmente dal team del Punta Ala Trail Center

Tra poco inizieremo a preparare i sentieri per soddisfare al massimo la vostra voglia di raidare: lavoreremo per farvi trovare trails a prova di bomba! In questo video ecco due membri del team, Simone ed Ettore, intenti a fare attività di Trail Building. Ve li presentiamo!

Video

Simone ed Ettore affermano con naturalezza di riuscire a pulire circa 300 mt al giorno in caso di normale manutenzione, mentre crearne di nuovi richiede un po’ più di tempo: in questo caso ci aggiriamo sui 150 mt al giorno.

Tra poco il Punta Ala Trail Center si metterà di nuovo al lavoro sui sentieri di competenza delle Bandite di Scarlino: vuoi essere uno dei primi a soddisfare la tua voglia di mtb in trails perfetti?

Dai un’occhiata  qui  alle tariffe di pernottamento in formula week end o settimanale del Puntala Camp & Resort e  contatta  il Punta Ala Trail Center per prenotare le tue risalite!

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La ricetta: cinghiale in umido alla Maremmana

Le ricette della nostra Governante, Mina! Questa volta vi spieghiamo come fare il cinghiale in umido da veri Maremmani! Ingredienti 1200 g di polpa di cinghiale 400 g di olive…

Le ricette della nostra Governante, Mina! Questa volta vi spieghiamo come fare il cinghiale in umido da veri Maremmani!

Ingredienti

  • 1200 g di polpa di cinghiale
  • 400 g di olive nere
  • 800 g di polpa di pomodoro
  • 1 l di vino rosso
  • q.b. rosmarino
  • q.b. salvia
  • q.b. alloro
  • 2 carote
  • 2 gambi di sedano
  • 2 cipolle
  • uva bianca e pomodorini a guarnizione

Preparazione:

lavare bene il cinghiale, tagliarlo a tocchetti e metterlo in un tegame a fuoco lento con un rametto di rosmarino, aglio, salvia, mezza cipolla e qualche foglia di alloro. Togliere mano a mano l’acqua che farà, questo procedimento infatti serve per renderne il sapore meno forte. Dopo aver tolto tutta l’acqua in un nuovo tegame mettere di nuovo gli odori freschi con dell’olio Evo, e far rosolare la carne. Sfumare con del buon vino rosso Toscano ( Mina ci suggerisce un corposo morellino ), aggiungere la passata di pomodoro e far cuocere per circa 3 ore. Una mezz’ora prima dell fine cottura aggiungere olive nere a piacere e terminare la cottura. Et voilà! Servire con patate arrosto o insalata!

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Il Parco delle Biancane o la Valle del Diavolo?

Soffioni! Bulicami! Putizze! Mofete! Sembra l’incipit di un incantesimo stregato, e forse le streghe hanno davvero il loro bel da fare nella Valle del Diavolo! Ci troviamo vicino a Monterotondo…

Soffioni! Bulicami! Putizze! Mofete!

Sembra l’incipit di un incantesimo stregato, e forse le streghe hanno davvero il loro bel da fare nella Valle del Diavolo!

Ci troviamo vicino a Monterotondo Marittimo, nel Parco delle Biancane, un luogo dai contorni sinistri, dove i muri fumano e il bianco del terreno si confonde con vapori di zolfo e segreti. Un luogo dove l’acqua ribolle, i vapori caldi ti scottano il viso e ti sussurrano all’orecchio sibili strani, quasi richiami infernali, e il terreno è adesso bianco come la neve, o rosso intenso a ricordare il fuoco dell’inferno.

Vi consigliamo di visitarlo nel pieno giorno, all’imbrunire diventa un luogo spettrale.

Ma andiamo con ordine.

Per trovare il Parco delle Biancane dovrete dirigervi verso Monterotondo, un piccolo paesino dell’entroterra della Maremma Toscana, e prendere come riferimento la strada che conduce al villaggio dei Lagoni: all’incrocio troverete le indicazioni per il parco.

Le indicazioni per arrivare all’entrata del sito geologico

Ed ecco che passata la prima curva i muri inizieranno a fumare e alla vista apparirà il Lagone Cerchiaio con i suoi affluenti infernali che portano acqua calda.

Canalette di acqua calda

Se vi addentrate nel percorso, arrivati al piazzale, accedete alle scalette e troverete la sorgente di Chiorba, dove l’acqua ha una temperatura di “solo” 50 gradi. Proseguite in salita ed ecco le putizze e le fumarole che si presentano ai vostri occhi.

A proposito, ancora non vi abbiamo chiarito il significato della formula magica “stregata”:

  • Putizze: emanazioni di vapore ricche di idrogeno solforato
  • Soffioni: getti di vapore dal terreno asciutto
  • Bulicami: raccolte fangose in continuo ribollimento dovuto ai gas endogeni
  • Mofete: emanazioni di anidride carbonica gorgoglianti in acqua

La laguna naturale

Proseguite nel tragitto fra le putizze e vedrete il terreno cambiare colore dal rosso intenso, al giallo ocra per finire con un bianco luminoso.

La vegetazione? Piccole piante che si sono adattate al clima stravolgendo misteriosamente la loro natura originaria. Da qui in 10 minuti potrete raggiungere la parte alta del Parco delle Biancane, da dove nelle giornate terse, potrete vedere la costa da Piombino a Punta Ala.

La costa vista dal Parco

La vista sul paesino di Monterotondo

A questo punto non vi resta che perdervi nei boschi intorno al Parco, i percorsi trekking sono numerosi e con diversi livelli di difficoltà. E se mentre camminate sentite rumori sinistri, sibili e sbuffi caldi– attenti che le streghe non vi stiano facendo uno dei loro scherzetti!

Qui trovate la mappa del percorso, ma potete reperire maggiori informazioni nel sito ufficiale del turismo del comune di Monterotondo Marittimo.

Il percorso delle biancane

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Cosa vedere a Scarlino, il Borgo medievale in Maremma

Scarlino è un piccolo borgo medievale arroccato sul Monte d’Alma a 250 mt sul mare e la sua estensione tocca i comuni di Castiglione della Pescaia, Massa Marittima e Gavorrano….

Scarlino è un piccolo borgo medievale arroccato sul Monte d’Alma a 250 mt sul mare e la sua estensione tocca i comuni di Castiglione della Pescaia, Massa Marittima e Gavorrano.

Questo piccolo comune della Maremma Toscana merita sicuramente una visita per l’atmosfera intima che vi avvolge passeggiando nei suoi vicoli stretti, e per l’aria Medievale che si respira camminando dentro le sue mura.

Il simbolo del paese, che troverete in ogni foto che lo rappresenta, è la Rocca Pisana,  le cui prime origini sono state datate intorno al X secolo d.C. e da cui si può ammirare uno splendido panorama che spazia su tutto il golfo di Follonica.

La Rocca Pisana

La Rocca Pisana

Scarlino è ricca di testimonianze architettoniche storiche, che si affiancano a piccoli ristorantini dove assaggiare la tipica cucina Maremmana, ed è inoltre dotato di un moderno porto turistico: la Marina di Scarlino. La Marina deriva dall’antico “Portus Scabris”, scalo dedito al commercio del minerale ferroso dell’isola d’Elba, vino, olio e vasellame fin dall’epoca Romana.

Una giornata a Scarlino

Pensate a una giornata ventosa, o ad una di quelle con una pioggerellina uggiosa, persino in piena estate. Avete voglia di fare qualcosa di diverso e non vi va di andare al mare. Ecco cosa potete fare nei dintorni di Scarlino:

  • Kite Surf: la spiaggia del Surf Relax, al Puntone di Scarlino è quello che fa per voi. Potete avvicinarvi a questo sport prendendo una lezione privata o noleggiando l’attrezzatura della scuola.
  • Una visita al paese e alla sua rocca. Perdetevi nei vicoli stretti e pieni di fiori o fate due chiacchiere con gli abitanti del paese. Prendetevi del tempo per ascoltare i loro aneddoti che raccontano di un borgo antico perso nel tempo
  • Visitate la spiaggia di Cala Violina. Sapete che è possibile andarci anche a cavallo?
  • E se ancora non ne avete abbastanza, perchè non fermarsi alla Marina di Scarlino per un lungo aperitivo al tramonto sul porto?

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