Tra immagini e parole: per conoscere la Maremma, la sua storia, i luoghi e la natura.

Il Giardino dei Tarocchi: una meraviglia tra sogno e realtà

Il Giardino dei Tarocchi, un parco popolato da statue esoteriche dai colori sgargianti, immerso nell’incanto della maremma grossetana a soli 10 minuti dal mare di Capalbio Chi ha visitato e…

Il Giardino dei Tarocchi, un parco popolato da statue esoteriche dai colori sgargianti, immerso nell’incanto della maremma grossetana a soli 10 minuti dal mare di Capalbio

Chi ha visitato e apprezzato il Parque Guell di Gaudì a Barcellona o il più vicino Parco dei Mostri di Bomarzo sarà lieto di sapere che esiste un altro parco, e si trova in Toscana: sperduto nell’infinito orizzonte della Maremma Toscana, Il Giardino dei Tarocchi riluce di statue, specchi e mosaici.

Nato da un sogno impossibile di Niki de Saint Phalle, il Giardino è una meta turistica di grande successo, adatto a grandi e piccini. Ma attenzione: è aperto solo mezza giornata, da aprile a ottobre.

Alcune delle sculture al suo interno

Alcune delle sculture al suo interno

Sono ventidue le grandi statue che si nascondono nella fitta vegetazione del parco, tutte ispirate alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi. Alcune, come la Papessa e il Mago, si ergono senza timidezza già dalla piazza centrale, altre devono essere scoperte addentrandosi nei due suggestivi ettari di terreno che fanno da cornice al tutto. Altre ancora hanno avuto la funzione di vere e proprie abitazioni per i costruttori che si sono susseguiti – Niki compresa, ovviamente.

Sono composte da acciaio e cemento e ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate. Il senso che pervade durante la visita è di assoluto incantesimo, mistero, esoterismo

Le sculture

Le sculture

Niki ha dedicato al Giardino tutte le energie possibili. La costruzione ha avuto inizio nel 1977, proseguendo per più di diciassette anni. In moltissimi hanno reso possibile la sua realizzazione tra addetti ai lavori, un’equipe di nomi famosi dell’arte e cittadini entusiasti del progetto.

La forza

La forza

Nel 1997 Niki de Saint Phalle ha costituito la Fondazione Il Giardino dei Tarocchi con lo scopo di preservare e mantenere l’opera da lei realizzata. Il 15 maggio 1998 il Giardino dei Tarocchi è stato aperto al pubblico; tuttavia visitando il parco si nota che non sono stati terminati alcuni interventi e che una statua è incompiuta: ciò a causa della scomparsa dell’artista nel 2002.

Una sua curiosa volontà è l’assoluto divieto di vistare il parco accompagnati da una guida, così da lasciare libera interpretazione a ciascun visitatore.

Il modo migliore per riflettere sulle sculture e i loro misteri è senz’altro davanti ad un buon bicchiere di vino toscano bevuto in una terrazza di Capalbio, ammirando il tramonto, le case colorate e l’orizzonte, e portando ancora con sé un po’ della magia del Giardino

Una vista panoramica dal paese di Capalbio

Una vista panoramica dal paese di Capalbio

Orari di apertura

Dal 1 aprile al 15 ottobre ,Lun-Dom dalle 14:30 alle 19:30

Ingresso

Biglietto intero € 12,00, ridotto € 7,00

Ingresso gratuito per bambini con età inferiore a 7 anni e persone disabili

Mappa interattiva del parco

Come arrivare

qualche foto

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Fagioli all’Uccelletto, la vera ricetta Toscana

Vi proponiamo un secondo piatto o contorno tipico Maremmano, i fagioli all’Uccelletto. La preparazione che vi proponiamo è stata curata dagli amici di Ricette al volo. INGREDIENTI PER 4 PERSONE…

Vi proponiamo un secondo piatto o contorno tipico Maremmano, i fagioli all’Uccelletto. La preparazione che vi proponiamo è stata curata dagli amici di Ricette al volo.

fagioli uccelleto ricetta Toscana

Fagioli all’Uccelletto ricetta Toscana

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

  • 400 gr di fagioli cannellini secchi
  • 200 gr di polpa di pomodoro
  • 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 rametti di salvia
  • sale e pepe qb
  • peperoncino
  • qualche cucchiaio di acqua di cottura dei fagioli

PREPARAZIONE:

Importante: mettete a bagno i fagioli cannellini la sera prima di cucinarli lasciandoli in ammollo per tutta una notte.

  1. Scolateli e riempite una pentola capiente con dell’acqua fredda versandoci i legumi.
  2. Aggiungete un rametto di salvia, un cucchiaio di olio e uno spicchio d’aglio. Alzate il fuoco e portate velocemente a ebollizione.
  3. Una volta a bollore, abbassate al minimo e fate cuocere a fuoco lento per almeno 40-45 minuti.

Per la salsa

  1. Fate soffriggere l’aglio intero con un rametto di salvia e 4 cucchiai di olio. Aggiungete la polpa di pomodoro, un cucchiaio di acqua di cottura dei fagioli, sale e pepe nero e fate cuocere. Aggiungete del peperoncino, se vi piace.
  2. Dopo circa 10 minuti aggiungete i fagioli scolati e se occorre anche un altro mestolo di acqua di cottura, aggiustate di sale e pepe e fate cuocere ancora fino a che tutti gli ingredienti si saranno ben amalgamati e i fagioli saranno cotti alla perfezione.

Serviteli accompagnandoli con delle fette di pane toscano leggermente tostato, pensando alle colline Toscane!

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Baratti: la Buca delle Fate, trekking e bagno nella leggenda

Sui sentieri trekking che conducono ad una delle baie più belle della Toscana, tra macchia mediterranea, falesie e canti ammalianti. Tanto intima quanto suggestiva, Buca delle Fate è una piccola…

Sui sentieri trekking che conducono ad una delle baie più belle della Toscana, tra macchia mediterranea, falesie e canti ammalianti.

Tanto intima quanto suggestiva, Buca delle Fate è una piccola insenatura della Maremma litoranea. La baia ritma la splendida Costa degli Etruschi, con pareti rocciose a picco sul mare incuneate nelle sue acque cristalline, disegnate dalla salsedine e dal vento e addolcite dal canto soave delle sirene.

Questo piccolo paradiso nascosto, intriso d’incanto e storia, si trova nei pressi dell’antico borgo di Populonia a Piombino, a poco meno di un’ora di macchina da Punta Ala.

Sul sentiero verso Buca delle Fate.

Sul sentiero verso Buca delle Fate.

Si narra che questi luoghi fossero abitati da strane creature e sirene, che con il loro fascino e canto melodioso ammaliavano i pescatori che solcavano le acque della baia, per catturarli e non fargli fare più ritorno sulla terraferma. Simili leggende e altre storie fantastiche hanno dato origine a un nome suggestivo quanto il luogo stesso, Buca delle Fate.

Un’insenatura così affascinante che potrebbe sembrare difficile raggiungere. Niente di più sbagliato, anzi: niente di più piacevole.

Immersi in una bella lecceta e nella tipica macchia mediterranea, che in primavera sprigiona profumi e colori, si può giungere a Buca delle Fate con un facile trekking che prevede circa 20 minuti di percorrenza a piedi.

Cala San Quirico

Cala San Quirico

Il percorso trekking per arrivare a Buca delle Fate

Percorrendo la strada che porta a Populonia Alta e a poco meno di un chilometro da questa, si trova sulla sinistra un parcheggio sterrato dove poter lasciare l’auto, in località “Il Reciso”. All’inizio della strada sterrata accanto all’area di sosta c’è la cartellonistica che segnala i vari sentieri, fra cui quello di Buca delle Fate. Costeggiando il parcheggio, piegare a destra al primo bivio e a quello successivo. Il sentiero da seguire è il numero 301 CAI e porta inequivocabilmente alla bellissima baia, magica soprattutto al tramonto.

Prima, però, si incrocia un pezzo di storia che porta la firma etrusca: lungo il percorso si trovano tombe a camera sotterranea di una necropoli costruita a cavallo tra il III e il II secolo a.C. Proseguendo, il bosco lascia spazio alla vegetazione arbustiva e subito a panorami mozzafiato sul mare e sulla costa.

Lo spettacolo di Buca delle Fate è servito, con relax e paesaggi sublimi, accompagnato dal sussurrare delle onde del mare o, forse, delle sue sirene.

In prima fila per il tramonto su Buca delle Fate.

In prima fila per il tramonto su Buca delle Fate.

Al percorso di ritorno si possono aggiungere una decina di minuti in più ai tempi di percorrenza stimati per l’andata, a ragione della salita poco impegnativa. In alternativa è possibile fare un anello per tornare al parcheggio, allungando un po’ il trekking e aumentando un po’ il dislivello in salita, ma di pochissimo; così facendo si raggiungerà anche un’altra splendida baia, l’adiacente Cala San Quirico.

Da Buca delle Fate si prende il sentiero 302 che scende lungo la costa e che coincide per un tratto con la Via dei Cavalleggeri. In pochi minuti si è a Cala San Quirico, dove magari si può godere di un bel bagno.

Per rientrare si imbocca il sentiero all’inizio della baia che si addentra nella vegetazione: salendo e seguendo dritto il percorso, riporta al punto di partenza. Una cena tipica è il giusto coronamento della giornata, prima di tornare a dormire sotto le stelle.

Scarica qui l’itinerario su google maps di Buca delle Fate

Itinerario A/R Buca delle Fate

  • Lunghezza percorso: 2.0 km
  • Dislivello in salita: 108 mt
  • Grado di difficoltà: facile

Itinerario anello Buca delle Fate – Cala San Quirico

  • Lunghezza percorso: 2.4 km
  • Dislivello in salita: 115 mt
  • Grado di difficoltà: facile

Equipaggiamento consigliato: calzature da trekking o da ginnastica, borraccia da almeno 1.5 lt, zaino di circa 20 litri di volume, costume da bagno.

Parcheggio Il Reciso, punto di partenza del trekking

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Ristorante “Gli Attortellati”: cucina tipica a chilometro zero

Ristorante e azienda agricola tra le più note della Toscana, nella Maremma grossetana, unisce i sapori della tradizione tra biologico, gluten free e sapienza contadina Cucina: tipica maremmana Piatto tipico:…

Ristorante e azienda agricola tra le più note della Toscana, nella Maremma grossetana, unisce i sapori della tradizione tra biologico, gluten free e sapienza contadina

  • Cucina: tipica maremmana
  • Piatto tipico: tortelli
  • Prodotti: pasta fatta in casa, verdure e carne a km zero
  • Fascia di prezzo: € 24- €30 a testa
  • Orari di apertura: tutti i giorni 19:30-22:30, sabato e domenica aperto anche a pranzo 13:00-15:00
  • Atmosfera: informale, per famiglie, gruppi

Non lontano da Castiglione della Pescaia c’è una locanda celebre anche oltre confine, che con la propria genuinità ha contribuito ad esportare l’eccellenza e l’abbondanza della tipica cucina maremmana, con i suoi sapori e i famosi Tortelli.

Immerso nel verde ma a soli 2 km dall’ultimo complesso cittadino, Gli Attortellati è un gioiello di ristorazione rurale.

Uscendo dal Centro Commerciale Aurelia Antica si percorre la Strada della Trappola, godendo del paesaggio finché un cartello semicoperto dagli eucalipti spunta ad indicare la destinazione.

Eccoci arrivati all'ingresso

Eccoci arrivati all’ingresso

Il ristorante sembra appartenere ad un altro secolo, ma in realtà nasce nel non troppo lontano 1999. La gestione? Familiare!

L’inizio si deve a Grazia e Carlo, la cui sapienza contadina si rispecchia in un regime rigorosamente biologico: cottura prevalentemente a legna, marmellate, pane, pasta e dolci artigianali, salumi prodotti con i maiali “di casa” incrociati con la Cinta Senese. Oggi l’azienda agricola e il locale sono gestiti dai cinque figli (Massimiliano, Cristina, Simone, Aurora e Nicola): vantano una cucina professionale, una cantina di vini curata da un sommelier Ais e tantissime idee in continuo sviluppo.

Al lavoro con la pasta fatta in casa

Al lavoro con la pasta fatta in casa

Gli Attortellati è un ristorante a “metri zero”. Già dal parcheggio si nota l’immenso orto che quotidianamente rifornisce di materie prime i gestori, tra verdure ed erbe aromatiche. Poco più in là, gli allevamenti ed il frutteto. Tutti prodotti che si ritrovano sulla tavola apparecchiata in stile casalingo.

Altro aspetto tipico è la formula del menù, una sorta di all you can eat maremmano composto da ben nove portate: quattro antipasti, due primi, un secondo con contorno e il dolce. Prezzo: € 30,00 cad., bevande escluse.

I famosi Tortelli maremmani

I famosi Tortelli Maremmani

Gli Attortellati offre anche altri servizi molto apprezzati:

  • menù ridotti;
  • gluten free;
  • cucina vegetariana;
  • piatti per bambini;
  • dog friendly.

A chi è in compagnia del suo cane basterà portarlo al guinzaglio, e l’accesso è consentito! Se segnalato al momento della prenotazione, si potrà avere un tavolo dove l’amico di scorribande avrà più spazio, indisturbato dagli altri avventori.

Contatti:

Telefono: 0564-400059, 328-4572663

Come arrivare:

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Cantucci con le mandorle, la ricetta Toscana

La scorsa estate abbiamo scoperto che alcuni dei nostri ospiti erano appassionati di cucina. Come ce ne siamo accorti? Dal profumino dei piatti che cucinavano nella Mobile home che si diffondeva…

La scorsa estate abbiamo scoperto che alcuni dei nostri ospiti erano appassionati di cucina.
Come ce ne siamo accorti? Dal profumino dei piatti che cucinavano nella Mobile home che si diffondeva nelle vie del Resort all’ora di pranzo e cena!
Come potevamo non prendere spunto dal loro blog  “Ricette al volo”, per  riproporvi qualche ricetta tipicamente Toscana, come questa!
cantucci Toscani alle mandorle

Cantucci Toscani alle mandorle

Ingredienti per 30-35 biscotti:

  • 500 g di farina 00
  • 350 g di zucchero
  • 4 uova
  • 1 bustina di vanillina
  • un pizzico di sale
  • 150 g di mandorle tostate (oppure nocciole)
  • 1 bustina di lievito per dolci

PREPARAZIONE

  • Tostate le mandorle (senza la pellicina) nel forno ben caldo per qualche minuto, quindi tritatele grossolanamente con un coltello.
  • Fate una fontana con la farina, lo zucchero, il lievito, il sale e la vanillina, nel buco che si viene a creare versatevi le uova intere. Amalgamate bene tutta la farina ed impastate velocemente.
  • Formate due filoncini di circa 4 cm di larghezza e disponeteli ben distanziati sulla teglia ricoperta da carta forno. Cuoceteli a 180° in forno statico per circa 20 minuti.
  • Estraete la teglia, aspettate qualche minuto che intiepidiscano e tagliate i filoncini a fettine diagonali di circa un centimetro di larghezza.
  • Ripassate i biscotti di nuovo in forno per circa 5 minuti per lato. In questo modo diventeranno belli croccanti.

I cantucci vanno accompagnati con del buon Vin Santo, dove andranno inzuppati

 

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Roselle, il fascino archeologico di una passeggiata nel tempo

Roselle: percorsi di un sito archeologico sconosciuto ai più. Un tuffo nel passato a soli 20 minuti dal mare di Castiglione della Pescaia “Una solitudine selvaggia di pietre e di cespugli spinose – tana della volpe e del cinghiale, del serpe e della lucertola – visitata solo dal mandriano e dal pastore…” così George Dennis, diplomatico ed erudito inglese del XIX secolo, descrisse la cittadina di Roselle in occasione di una visita in Maremma. Roselle conserva ancora un fascino selvaggio e d’altri tempi, a cui si…

Roselle: percorsi di un sito archeologico sconosciuto ai più. Un tuffo nel passato a soli 20 minuti dal mare di Castiglione della Pescaia

“Una solitudine selvaggia di pietre e di cespugli spinose – tana della volpe e del cinghiale, del serpe e della lucertola – visitata solo dal mandriano e dal pastore…” così George Dennis, diplomatico ed erudito inglese del XIX secolo, descrisse la cittadina di Roselle in occasione di una visita in Maremma.

Roselle conserva ancora un fascino selvaggio e d’altri tempi, a cui si aggiunge l’interesse storico della vicina Area archeologica (MiBAC). Sotto la gestione del Polo Museale della Toscana, il sito è semplice da raggiungere, distante solo una decina di chilometri da Grosseto lungo la statale per Siena. Il percorso all’interno è di circa 2 km e svela i resti delle civiltà che fin dalla Preistoria hanno frequentato queste terre: le visite guidate con esperti del territorio e le escursioni che vi si possono fare rappresentano un must do per gli amanti di archeologia.

Roselle, area archeologica

Roselle, area archeologica

È a partire dal VII secolo a.C. che si riscontrano tracce di civiltà stabili: i colli di Roselle e Vetulonia dominavano la valle da una posizione strategica, dove la presenza del fiume Ombrone rappresentò un’opportunità di commercio con la Val d’Orcia e la parte più interna dell’Etruria.

Roselle, area archeologica

Roselle, area archeologica

Dalla sua altura, Roselle è stata testimone di importanti cambiamenti. Dove ora si estende la valle, un tempo vi erano acqua e lagune: il lago Prile è oggi solo un ricordo; soggetto a opere di bonifica, dello specchio d’acqua resta un riflesso nella memoria di Roselle. 

L'area archeologica vista dall'alto

L’area archeologica vista dall’alto

Ma di un passato ancora più remoto rimangono invece numerose tracce: il principale complesso museale e le mura di terrazzamento percorribili raccontano di quando la zona era una delle più importanti città etrusche. Passeggiando in cima a queste antiche costruzioni, lo sguardo domina la campagna e il panorama: è un regalo al visitatore, che si trova improvvisamente trasportato indietro nel tempo e nella storia, lontano da un presente frenetico e sotto un cielo che sembra ancora appartenere ad altri tempi.

Roselle, area archeologica

Roselle, area archeologica

Colonizzata in età imperiale, a Roselle i romani hanno lasciato in eredità un importante primato: qui, infatti, sorge il più antico stabilimento termale della Maremma.  Ma nel Medioevo, l’abbandono. La diocesi fu spostata a Grosseto, e Roselle si trasformò, giorno dopo giorno, nel sito archeologico che è oggi.

Particolare di una pavimentazione

Particolare di una pavimentazione

Al termine della passeggiata nel tempo e nella natura è possibile trascorrere una piacevole serata nella vicina Cava di Roselle; si tratta di una cava dismessa che ospita un bellissimo giardino sede di feste ed eventi, dalla cui terrazza si può godere di un panorama mozzafiato sulla Maremma.

Area archeologica 

Aperto tutti i giorni secondo l’orario stagionale. Per informazioni: 0564-402403 / +39 335-1450361

Cava di Roselle

Per informazioni: +39 348-4800409 / info@cavaroselle.net

Dove dormire

Puntala Camp & Resort

Come arrivare 

 

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Ricetta della zuppa di pane Toscano

La scorsa estate abbiamo scoperto che fra i nostri ospiti c’era una ragazza che si dilettava in cucina (e avreste dovuto sentire il profumino dei piatti che cucinava nella Mobile…

La scorsa estate abbiamo scoperto che fra i nostri ospiti c’era una ragazza che si dilettava in cucina (e avreste dovuto sentire il profumino dei piatti che cucinava nella Mobile home come si diffondeva nelle vie del Resort all’ora di pranzo e cena)!
Dalla sua passione è nato un blog, “Ricette al volo”, da dove abbiamo preso spunto per la preparazione di qualche piatto tipicamente Toscano, come questo!

 

La zuppa di Pane Toscana

La zuppa di Pane Toscana

 

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

  • 400-500 g di pane raffermo del tipo toscano (senza sale) o comunque con la mollica compatta
  • un barattolo di fagioli cannellini già lessati
  • tre carote
  • tre coste di sedano
  • una cipolla bianca
  • tre-quattro patate medie
  • tre zucchine
  •  un mazzolino di bietole
  • un mazzetto di cavolo nero
  • una manciata di fagiolini
  • due cucchiai di concentrato di pomodoro
  • dado granulare vegetale qb
  • sale e pepe
  • olio extravergine d’oliva qb

PREPARAZIONE

Lavate e mondate tutte le verdure. Prendete un tegame dai bordi alti e fate soffriggere la cipolla tagliata fine nell’olio (circa sei cucchiai). Quindi aggiungete le patate, le carote e il sedano tagliati a cubetti. Salate e fate insaporire. Aggiungete 500 ml di acqua e fate cuocere con il coperchio.

Dopodiché aggiungete tutte le altre verdure. Ricoprite con altra acqua, aggiungete due cucchiaini di dado granulare, il concentrato di pomodoro e fate bollire il minestrone per almeno 40-50 minuti.

Quando tutte le verdure saranno ben cotte unite i fagioli cannellini,  sciacquati e scolati. Assaggiate ed eventualmente aggiustate di sale. Fate bollire il minestrone per altri dieci minuti quindi lasciatelo a raffreddare.

Ora prendete un piatto fondo o un’insalatiera e sistematevi alcune fette di pane toscano raffermo. Ricoprite le fette con una bella quantità di minestrone, un giro d’olio a crudo e fate via via altri due strati.

Riponete il piatto in frigorifero almeno un paio d’ore. Una volta fredda, servite la zuppa di pane toscana con della cipolla bianca tagliata fine.

Un piccolo trucco: per addolcire la cipolla e togliere l’aroma intenso lasciatela a bagno per alcune ore in acqua fredda.

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Populonia e Baratti: acque azzurre e spiagge rosse

Splendidi orizzonti e tracce di storia per un week end outdoor sulla Costa degli Etruschi. Un magico borgo che si affaccia sul mare e sulla storia più remota. E’ Populonia,…

Splendidi orizzonti e tracce di storia per un week end outdoor sulla Costa degli Etruschi.

Un magico borgo che si affaccia sul mare e sulla storia più remota. E’ Populonia, città influente dell’antica Etruria, focolaio decisivo della civiltà Italiana. Oltre le possenti mura di cinta risalenti al XV secolo, soffia un vento che sa di salsedine e spira da lontano: Populonia è la sola città etrusca insediata sul mare, unica come l’atmosfera che potete rivivere visitando i suoi vicoli e guardando l’orizzonte dai suoi antichi merletti.

Panorami che sconfinano oltre l’orizzonte del mare.

Panorami che sconfinano oltre l’orizzonte del mare.

Sulla punta nord del promontorio di Piombino, Populonia domina il golfo di Baratti e la sua splendida spiaggia, luogo ideale per tuffarsi durante la stagione estiva ma anche ricco di vegetazione che ospita fauna selvatica: infatti è un punto di sosta per la migrazione di una specie rarissima e protetta. Passeggiando fra le pinete e boschetti di leccio si possono scorgere uccelli dal lungo becco, aspetto bizzarro e un piumaggio cangiante, sono ibis eremita che sorvolano l’area e talvolta vi fanno tappa, tanto che non è raro avvistarli sul bel prato accanto alla spiaggia.

I colori del golfo di Baratti all’imbrunire.

I colori del golfo di Baratti all’imbrunire.

Natura e storia remota si fondono a Populonia e nei suoi dintorni ed è possibile immergersi in entrambe completamente. Dalla spiaggia si arriva alle aree archeologiche con una breve passeggiata.

L’acropoli si trova nel borgo Populonia Alta, raggiungibile in auto o a piedi, le necropoli invece sono dislocate in diversi siti del promontorio e del golfo. Queste tracce della civiltà etrusca fanno parte del Parco Archeologico di Baratti e Populonia che da la possibilità di camminare tra testimonianze ben conservate di città e porti che un tempo contavano migliaia di abitanti.

Dalla torre la vista spazia sulla costa del golfo di Baratti

Dalla torre la vista spazia sulla costa del golfo di Baratti

Passeggiando nella storia a picco sul mare di Populonia può venir voglia d’immergersi nel blu intenso delle acque che bagnano questo tratto di costa toscana. La spiaggia di Baratti è una lunga lingua di sabbia rossa situata nell’omonimo golfo, sulla quale si infrangono dolci onde di mare azzurro e limpido.

I fondali sono ricchi di flora e fauna ittica, ideale per lo snorkeling e per i bambini, con profondità che aumentano gradualmente verso il largo. Il suggestivo e caratteristico colore della sabbia è dovuto ai residui dell’attività metallurgica degli etruschi che all’epoca monopolizzarono il commercio del ferro: è in quest’area che sorgevano le fornaci in cui si lavorava il metallo.

La rigogliosa vegetazione mediterranea abbraccia la spiaggia, e con le sue pinete offre una piacevole pausa dal sole; è confinante con il parco archeologico ed è dotata anche di servizi di ristorazione, tratti di spiaggia attrezzata e parcheggio.

La spiaggia del golfo di Baratti.

La spiaggia del golfo di Baratti.

Per chi vuole immergersi in acque circondate da un ambiente incontaminato, scoprendo scogliere a picco sul mare e panorami mozzafiato, la destinazione è Buca delle Fate. Con un facile e breve trekking, in cui ci si imbatte anche in alcuni esempi di tombe ipogee etrusche, si raggiunge la splendida e intima baia.Sia Baratti che Buca delle Fate sono raggiungibili con pochi minuti di auto da Populonia, per completare in bellezza una o più giornate nel mondo etrusco.

Cosa vedere in breve a Populonia:

  • La torre di Populonia; si può salire sulle sue mura e ammirare dall’alto il Golfo di Baratti e la Val di Cornia.
  • Il Museo Etrusco e la collezione privata della famiglia Gasparri.
  • L’Acropoli di Populonia.
  • La Necropoli di San Cerbone e la necropoli delle Grotte.
  • Il Monastero di San Quirico; si trova nei pressi di Buca delle Fate ed è immerso nella vegetazione.
  • Il Centro di archeologia sperimentale “Davide Mancini” che accoglie la ricostruzione di una capanna dell’età del bronzo.

Parco Archeologico di Baratti e Populonia

Dove dormire: Puntala Camp & Resort

Come arrivare:

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Sassetta: natura, terme e relax

Sassetta è una storia di pietre e acque termali nel cuore della Val di Cornia, una meta da scoprire tra una passeggiata nel borgo e un bagno di benessere. Lasciandosi…

Sassetta è una storia di pietre e acque termali nel cuore della Val di Cornia, una meta da scoprire tra una passeggiata nel borgo e un bagno di benessere.

Lasciandosi alle spalle gli orizzonti di mare che sfiorano San Vincenzo, lo sguardo si perde oltre le colline verdi che racchiudono lo spirito autentico della Maremma. Sassetta è posta là, dove si domina la vallata, immersa nel silenzio di una Toscana che ha conservato i ritmi di una volta, quelli lenti e selvaggi che raccontano un rapporto schietto e armonico tra uomo e natura.

Sassetta: vista panoramica del borgo

Sassetta: vista panoramica del borgo

Una volta arrivati a Sassetta il mare è ormai lontano, distante una ventina di minuti in auto dalla costa di San Vincenzo e da Marina di Castagneto Carducci, e un’aria diversa inonda il visitatore. È un’atmosfera fresca, fatta di genuinità e bellezza.

Tanto affascinante e rilassante in superficie quanto ricca e attiva sotto terra: a Sassetta si estrae il marmo rosso, pietra che scultori e scalpellini da sempre modellano per arricchire chiese, dimore ed edifici, così come le stesse strade del borgo. Questa opere, che dal rosso sfumano verso il rosa, si lasciano ammirare passeggiando tra le case in pietra, suggestive abitazioni di una volta.

Uno dei primi scorci appena entrati nel borgo di Sassetta.

Uno dei primi scorci appena entrati nel borgo di Sassetta.

Le colline marmoree di Sassetta custodiscono una storia antichissima, rintracciata grazie alla presenza delle numerose ammoniti, conchiglie fossili di animali invertebrati che risalgono al Cretaceo.

Ma le viscere di questa terra non hanno dato origine soltanto al pregiato marmo rosso: il sottosuolo ribolle e porta in superficie il suo calore tramite sorgenti di acqua termale. Dopo un’interessante visita del centro storico, non c’è niente di meglio che immergersi nelle acque rigeneranti, note da sempre per la loro azione sul relax e sul benessere

Relax e natura alle terme

Relax e natura alle terme

Non lontano dal borgo, appena una decina di minuti in macchina, incastonato nella natura incontaminata del parco di Poggio Neri, si trova lo stabilimento termale e l’azienda agricola “La Cerreta”, riunite in un unico organismo biodinamico. Un podere lontano dai ritmi frenetici della quotidianità, dove soddisfare tutti e cinque i sensi: abbandonandosi alla calma nelle terme e gustando prodotti genuini, rigenerandosi a contatto con la natura e i suoi placidi paesaggi, facendo esperienza diretta della vita da fattoria e dei suoi animali.

Cosa fare a Sassetta in breve:

  • Passeggiare tra le strade del borgo e godersi i suoi panorami;
  • Visitare la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo e la rassegna permanente d’arte sacra;
  • Visitare il Museo del Bosco e intraprendere il percorso botanico e la via del carbone, che corrisponde al sentiero 102 intorno al vicino Monte Bufalaio;
  • Conoscere l’arte di Sassetta attraverso i percorsi allestiti nel centro storico e nel bosco, con le opere delle diverse edizioni del Simposio di Scultura;

Fare escursioni nel parco forestale di Poggio Neri: la rigogliosa area naturale che lambisce Sassetta, caratterizzata dalla presenza del castagno, è attraversata da sentieri trekking e per passeggiate a cavallo.

Percorso botanico Sassetta, scarica la traccia gpx

Informazioni utili:

Terme di Sassetta

Comune di Sassetta

Dover dormire: Puntala Camp & resort

Come arrivare:

Qualche foto
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Trail Building: Punta Ala Trail Center [video]

Prendersi cura dei sentieri, o Trail Building, è un’attività che viene svolta regolarmente dal team del Punta Ala Trail Center Tra poco inizieremo a preparare i sentieri per soddisfare al massimo…

Prendersi cura dei sentieri, o Trail Building, è un’attività che viene svolta regolarmente dal team del Punta Ala Trail Center

Tra poco inizieremo a preparare i sentieri per soddisfare al massimo la vostra voglia di raidare: lavoreremo per farvi trovare trails a prova di bomba! In questo video ecco due membri del team, Simone ed Ettore, intenti a fare attività di Trail Building. Ve li presentiamo!

Video

Simone ed Ettore affermano con naturalezza di riuscire a pulire circa 300 mt al giorno in caso di normale manutenzione, mentre crearne di nuovi richiede un po’ più di tempo: in questo caso ci aggiriamo sui 150 mt al giorno.

Tra poco il Punta Ala Trail Center si metterà di nuovo al lavoro sui sentieri di competenza delle Bandite di Scarlino: vuoi essere uno dei primi a soddisfare la tua voglia di mtb in trails perfetti?

Dai un’occhiata  qui  alle tariffe di pernottamento in formula week end o settimanale del Puntala Camp & Resort e  contatta  il Punta Ala Trail Center per prenotare le tue risalite!

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