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Esplora la natura selvaggia e incontaminata della Maremma Toscana, scopri le escursioni,le camminate e le arrampicate che questa terra propone.

L’isola del Giglio, cosa vedere

Vi raccontiamo in poche righe la splendida isola del Giglio e cosa vedere a piedi in un’escursione di una giornata Davanti al promontorio dell’Argentario, l’Isola del Giglio affiora dalle acque…

Vi raccontiamo in poche righe la splendida isola del Giglio e cosa vedere a piedi in un’escursione di una giornata

Giglio porto

Giglio porto

Davanti al promontorio dell’Argentario, l’Isola del Giglio affiora dalle acque tirreniche con la sua modesta dimensione e il suo immenso splendore. Salpando da Porto Santo Stefano e man mano che il traghetto si avvicina alla costa, il mare passa dal blu intenso delle profondità all’azzurro cristallino delle calette, che invitano a tuffarsi per un bagno ancor prima di essere arrivati.

Si scorgono poi le enormi lastre di granito che lisce e sinuose si incuneano nelle acque e si nota la dimensione marittima del pittoresco porto, composto da vecchie case colorate con le tonalità mediterranee; alzando lo sguardo, l’antico castello domina l’isola da uno dei suoi poggi più alti, e merita assolutamente una passeggiata fra le sue viuzze simili a un labirinto. Edificato intorno al secolo XI e successivamente fortificato, ha resistito a circa mille anni di incursioni piratesche, anche a quelle del temibile corsaro Barbarossa.

Tramonto all'isola del Giglio

Tramonto all’isola del Giglio

All’Isola del Giglio sulle spiagge c’erano e ci sono pescatori e contadini, c’è vita marina e di montagna: il Poggio della Pagana è il più alto con i suoi 496 m. di altezza; fra i borghi ci sono Giglio Porto e Giglio Castello a ricordare le due anime della popolazione e sulla costa occidentale la frazione di Campese, nato a scopi principalmente turistici. Tra costa ed entroterra è possibile godere di paesaggi unici, dove uomo e natura hanno collaborato in armonia. Gran parte dell’isola è stata inserita nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano  a tutela della flora e della fauna, marina e terrestre.

Isola del Giglio, il faro Vaccarecce

Isola del Giglio, il faro Vaccarecce

L’isola esplode di vita si anima di tonalità pastello e profumi soprattutto in primavera, con le tipiche essenze della macchia mediterranea e grazie anche alla presenza di boschetti di leccio, una particolarità rara nelle altre isole dell’arcipelago. Questi habitat ospitano specie animali poco diffuse e da salvaguardare come le berte e il falco pellegrino, tra le specie avi faunistiche, e i mufloni tra  i mammiferi. Sono luoghi da scoprire al ritmo dei propri piedi, attraverso la rete sentieristica ben diramata dell’isola.

Le escursioni nell’Isola del Giglio sono numerose, ve ne proponiamo qui alcune:

  • Ascesa a Giglio Castello

Partendo dal porto, si prende la stradella asfaltata in salita che lo congiunge al castello; all’innesto con la strada principale, si attraversa e poco dopo la curva si incontra il bivio sulla sinistra, dal quale diparte l’antica mulattiera che univa i due centri abitati. Tutto in salita e anche abbastanza ripida, ma all’ombra di una piacevole leccetta, il percorso si snoda quasi interamente sul lastricato dei tempi che furono di questa via di comunicazione; salendo ulteriormente, il bosco di lecci lascia spazio a magnifici panorami sulla baia dell’Arenella e la Caletta. In circa 45 minuti si sbuca alla cinta muraria del castello.

  • Punta del Faraglione

All’estremità sinistra (guardando il mare) della spiaggia del Campese parte il sentiero che conduce alla punta del Punta del Faraglione; attraverso una bella macchia di leccio e bellissime vedute panoramiche sulle scogliere e sulla baia del Campese, il percorso termina di fronte a un pinnacolo di roccia calcarea che sembra essere il gemello del faraglione che si erge dal mare. Una facilissima e panoramica escursione di circa 20 minuti all’andata e altrettanti per il ritorno, con un solo tratto dove prestare un po’ d’attenzione, organizzato con corde corrimano d’aiuto. Perfetto per l’ora del tramonto per paesaggi indimenticabili.

  • Faro di Capel Rosso

Dalla piazza principale di Giglio Castello, si prosegue verso sud; poco dopo, sulla sinistra, ha inizio una stradella asfaltata in salita ma all’ombra di una bella pineta. La strada poi si fa sentiero, che puntando sempre verso sud, conduce al faro di Capel Rosso in circa 2 ore e mezzo di cammino. L’itinerario è segnalato e offre bellissimi scorci, procedendo a mezza costa tra la ricca vegetazione mediterranea. Arrivati alla punta di Capel Rosso sarete sul lembo di terra più meridionale dell’isola, dove si staglia il bellissimo faro e, ai suoi lati, si ammirano le spettacolari scogliere erose dall’azione del mare.

Cala Schizzatoio

Cala Schizzatoio

Itinerario A/R Giglio Porto – Giglio Castello

Lunghezza percorso: circa 4.0 km

Dislivello in salita: 350 mt

Grado di difficoltà: medio (per la salita)

Tipologia di progressione: a piedi

Punto di partenza: Google Maps

Itinerario A/R punta del Faraglione

Lunghezza percorso: circa 2.0 km

Dislivello in salita: 80 mt

Grado di difficoltà: facile

Tipologia di progressione: a piedi

Punto di partenza: Google Maps

Itinerario A/R Faro di Capel Rosso

Lunghezza percorso: circa 13.0 km

Dislivello in salita: 550 mt

Grado di difficoltà: impegnativo

Tipologia di progressione: a piedi

Punto di partenza: Google Maps

Equipaggiamento consigliato: calzature da trekking, borraccia da almeno 1.5 lt, zaino

Siti utili:

http://www.islepark.it/

https://www.giglioinfo.it/

http://isoladelgiglio.it/it/

Come arrivare

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San Galgano e Montesiepi: la leggenda della vera spada nella roccia

San Galgano: sulle tracce del cavaliere che conficcò la spada nella roccia. Una breve escursione tra storia e mito, visitando la Toscana delle leggende. Un itinerario semplice ma carico di…

San Galgano: sulle tracce del cavaliere che conficcò la spada nella roccia. Una breve escursione tra storia e mito, visitando la Toscana delle leggende.

Un itinerario semplice ma carico di fascino e di mistero ha inizio con il breve sentiero che conduce dall’Abbazia di San Galgano all’Eremo di Montesiepi, dove un’autentica spada nella roccia giace da 900 anni.

il sentiero per arrivare all'Abbazia

Il sentiero per arrivare all’Abbazia

Sono molte le particolarità di quest’area, che merita una mezza giornata di escursione.

Si comincia dall’Abbazia. Dopo aver lasciato la macchina nel vicino parcheggio gratuito, il percorso ad anello inizia con una strada di campagna e un largo viale di cipressi, che conducono ad una costruzione unica; la chiesa, sconsacrata da molto tempo, è un ponte tra cielo e terra: rimasta senza il tetto e senza pavimentazione, sembra sorgere da sempre in quel luogo, raccontando silenziosamente la sua storia ed emanando un’aura di magia che è difficile ignorare.

Persino i bambini, giocando a nascondino tra le antiche colonne, si lasciano trasportare dal fascino dell’Abbazia.

Osservare il cielo attraverso il rosone.

Osservare il cielo attraverso il rosone.

La campagna circostante, tranquilla, invita a passeggiare nei dintorni dell’edificio, prendendosi un momento ancora per guardarsi intorno; non passa inosservata la costruzione che si trova in posizione sopraelevata a poca distanza dal sito. Un cartello indica un sentiero che conduce all’Eremo di Montesiepi. È un piccolo trekking che impegna non più di 15 min., e la scoperta vale la passeggiata.

L’Eremo di Montesiepi e la Rotonda

L’Eremo di Montesiepi e la Rotonda

La Cappella (o Rotonda) è ad ingresso gratuito e conserva un’arma unica, di grande valore storico, che sembra emergere dalla leggenda: posta sotto vetro per preservarla dagli agenti atmosferici, una spada conficcata in uno sperone di roccia pare attendere il ritorno di Re Artù.

Un’Excalibur Made in Tuscany; c’è chi ipotizza che sia stata questa spada, autentica e datata alla prima metà del 1100, ad ispirare il ciclo arturiano.

Ma a chi appartenne? Galgano Guidotti, nato nel vicino borgo di Chiusdino, era un cavaliere dissoluto che, dopo aver avuto una visione di San Michele, abbandonò i suoi possedimenti e piantò la spada nel terreno, intenzionato a non usarla mai più. Dove sorgeva la sua capanna oggi sorge la cappella, e la spada nella roccia non fu mai più toccata.

L’autentica spada nella roccia

L’autentica spada nella roccia

Per concludere l’itinerario, si può riprendere la macchina chiudendo così il percorso ad anello, e in pochi minuti arrivare a visitare Chiusdino, dove sono conservate le reliquie del santo, tra cui una roccia caratterizzata dai segni che il cavallo di Galgano lasciò inginocchiandosi all’apparire di San Michele.

Una chicca che non molti conoscono: a pochi minuti in auto dall’Abbazia e da Chiusdino si trova il Mulino delle Pile, ovvero l’originale Mulino Bianco! Oggi è un agriturismo, ma è anche possibile fermarsi per fare un selfie col mulino più famoso d’Italia e forse del mondo.

Abbazia di San Galgano:

aperta tutti i giorni, l’orario varia in base al periodo

  • da NOVEMBRE a MARZO: 9 – 17:30
  • APRILE, MAGGIO e OTTOBRE: 9 – 18
  • GIUGNO e SETTEMBRE: 9 – 19
  • LUGLIO e AGOSTO: 9 – 20

Il prezzo del biglietto è di €4,00 intero e €3,00 ridotto (minorenni, over 65, studenti, gruppi da 20 persone o famiglie da almeno 4 componenti). Per info: +39 0577 756738

Eremo di Montesiepi:

aperto tutti i giorni dalle 9 al tramonto; per info +39 0577 756700

Come arrivare

qualche foto

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Baratti: la Buca delle Fate, trekking e bagno nella leggenda

Sui sentieri trekking che conducono ad una delle baie più belle della Toscana, tra macchia mediterranea, falesie e canti ammalianti. Tanto intima quanto suggestiva, Buca delle Fate è una piccola…

Sui sentieri trekking che conducono ad una delle baie più belle della Toscana, tra macchia mediterranea, falesie e canti ammalianti.

Tanto intima quanto suggestiva, Buca delle Fate è una piccola insenatura della Maremma litoranea. La baia ritma la splendida Costa degli Etruschi, con pareti rocciose a picco sul mare incuneate nelle sue acque cristalline, disegnate dalla salsedine e dal vento e addolcite dal canto soave delle sirene.

Questo piccolo paradiso nascosto, intriso d’incanto e storia, si trova nei pressi dell’antico borgo di Populonia a Piombino, a poco meno di un’ora di macchina da Punta Ala.

Sul sentiero verso Buca delle Fate.

Sul sentiero verso Buca delle Fate.

Si narra che questi luoghi fossero abitati da strane creature e sirene, che con il loro fascino e canto melodioso ammaliavano i pescatori che solcavano le acque della baia, per catturarli e non fargli fare più ritorno sulla terraferma. Simili leggende e altre storie fantastiche hanno dato origine a un nome suggestivo quanto il luogo stesso, Buca delle Fate.

Un’insenatura così affascinante che potrebbe sembrare difficile raggiungere. Niente di più sbagliato, anzi: niente di più piacevole.

Immersi in una bella lecceta e nella tipica macchia mediterranea, che in primavera sprigiona profumi e colori, si può giungere a Buca delle Fate con un facile trekking che prevede circa 20 minuti di percorrenza a piedi.

Cala San Quirico

Cala San Quirico

Il percorso trekking per arrivare a Buca delle Fate

Percorrendo la strada che porta a Populonia Alta e a poco meno di un chilometro da questa, si trova sulla sinistra un parcheggio sterrato dove poter lasciare l’auto, in località “Il Reciso”. All’inizio della strada sterrata accanto all’area di sosta c’è la cartellonistica che segnala i vari sentieri, fra cui quello di Buca delle Fate. Costeggiando il parcheggio, piegare a destra al primo bivio e a quello successivo. Il sentiero da seguire è il numero 301 CAI e porta inequivocabilmente alla bellissima baia, magica soprattutto al tramonto.

Prima, però, si incrocia un pezzo di storia che porta la firma etrusca: lungo il percorso si trovano tombe a camera sotterranea di una necropoli costruita a cavallo tra il III e il II secolo a.C. Proseguendo, il bosco lascia spazio alla vegetazione arbustiva e subito a panorami mozzafiato sul mare e sulla costa.

Lo spettacolo di Buca delle Fate è servito, con relax e paesaggi sublimi, accompagnato dal sussurrare delle onde del mare o, forse, delle sue sirene.

In prima fila per il tramonto su Buca delle Fate.

In prima fila per il tramonto su Buca delle Fate.

Al percorso di ritorno si possono aggiungere una decina di minuti in più ai tempi di percorrenza stimati per l’andata, a ragione della salita poco impegnativa. In alternativa è possibile fare un anello per tornare al parcheggio, allungando un po’ il trekking e aumentando un po’ il dislivello in salita, ma di pochissimo; così facendo si raggiungerà anche un’altra splendida baia, l’adiacente Cala San Quirico.

Da Buca delle Fate si prende il sentiero 302 che scende lungo la costa e che coincide per un tratto con la Via dei Cavalleggeri. In pochi minuti si è a Cala San Quirico, dove magari si può godere di un bel bagno.

Per rientrare si imbocca il sentiero all’inizio della baia che si addentra nella vegetazione: salendo e seguendo dritto il percorso, riporta al punto di partenza. Una cena tipica è il giusto coronamento della giornata, prima di tornare a dormire sotto le stelle.

Scarica qui l’itinerario su google maps di Buca delle Fate

Itinerario A/R Buca delle Fate

  • Lunghezza percorso: 2.0 km
  • Dislivello in salita: 108 mt
  • Grado di difficoltà: facile

Itinerario anello Buca delle Fate – Cala San Quirico

  • Lunghezza percorso: 2.4 km
  • Dislivello in salita: 115 mt
  • Grado di difficoltà: facile

Equipaggiamento consigliato: calzature da trekking o da ginnastica, borraccia da almeno 1.5 lt, zaino di circa 20 litri di volume, costume da bagno.

Parcheggio Il Reciso, punto di partenza del trekking

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Populonia e Baratti: acque azzurre e spiagge rosse

Splendidi orizzonti e tracce di storia per un week end outdoor sulla Costa degli Etruschi. Un magico borgo che si affaccia sul mare e sulla storia più remota. E’ Populonia,…

Splendidi orizzonti e tracce di storia per un week end outdoor sulla Costa degli Etruschi.

Un magico borgo che si affaccia sul mare e sulla storia più remota. E’ Populonia, città influente dell’antica Etruria, focolaio decisivo della civiltà Italiana. Oltre le possenti mura di cinta risalenti al XV secolo, soffia un vento che sa di salsedine e spira da lontano: Populonia è la sola città etrusca insediata sul mare, unica come l’atmosfera che potete rivivere visitando i suoi vicoli e guardando l’orizzonte dai suoi antichi merletti.

Panorami che sconfinano oltre l’orizzonte del mare.

Panorami che sconfinano oltre l’orizzonte del mare.

Sulla punta nord del promontorio di Piombino, Populonia domina il golfo di Baratti e la sua splendida spiaggia, luogo ideale per tuffarsi durante la stagione estiva ma anche ricco di vegetazione che ospita fauna selvatica: infatti è un punto di sosta per la migrazione di una specie rarissima e protetta. Passeggiando fra le pinete e boschetti di leccio si possono scorgere uccelli dal lungo becco, aspetto bizzarro e un piumaggio cangiante, sono ibis eremita che sorvolano l’area e talvolta vi fanno tappa, tanto che non è raro avvistarli sul bel prato accanto alla spiaggia.

I colori del golfo di Baratti all’imbrunire.

I colori del golfo di Baratti all’imbrunire.

Natura e storia remota si fondono a Populonia e nei suoi dintorni ed è possibile immergersi in entrambe completamente. Dalla spiaggia si arriva alle aree archeologiche con una breve passeggiata.

L’acropoli si trova nel borgo Populonia Alta, raggiungibile in auto o a piedi, le necropoli invece sono dislocate in diversi siti del promontorio e del golfo. Queste tracce della civiltà etrusca fanno parte del Parco Archeologico di Baratti e Populonia che da la possibilità di camminare tra testimonianze ben conservate di città e porti che un tempo contavano migliaia di abitanti.

Dalla torre la vista spazia sulla costa del golfo di Baratti

Dalla torre la vista spazia sulla costa del golfo di Baratti

Passeggiando nella storia a picco sul mare di Populonia può venir voglia d’immergersi nel blu intenso delle acque che bagnano questo tratto di costa toscana. La spiaggia di Baratti è una lunga lingua di sabbia rossa situata nell’omonimo golfo, sulla quale si infrangono dolci onde di mare azzurro e limpido.

I fondali sono ricchi di flora e fauna ittica, ideale per lo snorkeling e per i bambini, con profondità che aumentano gradualmente verso il largo. Il suggestivo e caratteristico colore della sabbia è dovuto ai residui dell’attività metallurgica degli etruschi che all’epoca monopolizzarono il commercio del ferro: è in quest’area che sorgevano le fornaci in cui si lavorava il metallo.

La rigogliosa vegetazione mediterranea abbraccia la spiaggia, e con le sue pinete offre una piacevole pausa dal sole; è confinante con il parco archeologico ed è dotata anche di servizi di ristorazione, tratti di spiaggia attrezzata e parcheggio.

La spiaggia del golfo di Baratti.

La spiaggia del golfo di Baratti.

Per chi vuole immergersi in acque circondate da un ambiente incontaminato, scoprendo scogliere a picco sul mare e panorami mozzafiato, la destinazione è Buca delle Fate. Con un facile e breve trekking, in cui ci si imbatte anche in alcuni esempi di tombe ipogee etrusche, si raggiunge la splendida e intima baia.Sia Baratti che Buca delle Fate sono raggiungibili con pochi minuti di auto da Populonia, per completare in bellezza una o più giornate nel mondo etrusco.

Cosa vedere in breve a Populonia:

  • La torre di Populonia; si può salire sulle sue mura e ammirare dall’alto il Golfo di Baratti e la Val di Cornia.
  • Il Museo Etrusco e la collezione privata della famiglia Gasparri.
  • L’Acropoli di Populonia.
  • La Necropoli di San Cerbone e la necropoli delle Grotte.
  • Il Monastero di San Quirico; si trova nei pressi di Buca delle Fate ed è immerso nella vegetazione.
  • Il Centro di archeologia sperimentale “Davide Mancini” che accoglie la ricostruzione di una capanna dell’età del bronzo.

Parco Archeologico di Baratti e Populonia

Dove dormire: Puntala Camp & Resort

Come arrivare:

QUALCHE FOTO

 

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Arrampicata, dove praticarla nella Maremma Toscana: Ravi

L’arrampicata, sia in bouldering o semplice, è un’attività sportiva efficace e divertente, che permette di godere di prospettive insolite e di paesaggi mozzafiato.  Se amate la ricerca del brivido che può…

L’arrampicata, sia in bouldering o semplice, è un’attività sportiva efficace e divertente, che permette di godere di prospettive insolite e di paesaggi mozzafiato.  Se amate la ricerca del brivido che può dare l’esplorazione di un bosco e il trovarsi davanti ad una parete naturale di roccia da scalare, il Monte Calvo è il posto giusto per voi. E mentre voi arrampicate, la famiglia nel frattempo può trascorrere qualche ora visitando il museo minerario di Gavorrano e i resti della vecchia miniera.

La veduta in lontananza della parete di roccia del Monte Calvo, nella parte che guarda il piccolo paesino di Ravi.

La veduta in lontananza della parete di roccia del Monte Calvo, nella parte che guarda il piccolo paesino di Ravi.

Le pareti di roccia: galleria fotografica e mappe

L'arrampicata qui è su placche verticali a cui si aggiunge qualche strapiombo.

L’arrampicata qui è su placche verticali a cui si aggiunge qualche strapiombo.

 Il muro più lontano dalla base con alcuni punti di ancoraggio fissi per funi di sicurezza, offre alcune salite abbastanza interessanti, con un facile accesso al punto di recupero della corda.

Il muro più lontano dalla base con alcuni punti di ancoraggio fissi per funi di sicurezza, offre alcune salite abbastanza interessanti, con un facile accesso al punto di recupero della corda.

Alcuni dei percorsi più complessi che potete trovare.

Alcuni dei percorsi più complessi che potete trovare.

Da vicino possiamo vedere che la roccia è caratterizzata da superfici lisce e piccole prese. Ottime arrampicate per coloro che ricercano adrenalina ad ogni costo.

Da vicino possiamo vedere che la roccia è caratterizzata da superfici lisce e piccole prese. Ottime arrampicate per coloro che ricercano adrenalina ad ogni costo.

Arrampicata per principianti: in alcuni punti la roccia calcarea crea dei percorsi piuttosto facili, adatti anche a chi sta imparando.

Arrampicata per principianti: in alcuni punti la roccia calcarea crea dei percorsi piuttosto facili, adatti anche a chi sta imparando.

Questi muri a strapiombo sono ottimi per praticare l'arrampicata freestyle.

Questi muri a strapiombo sono ottimi per praticare l’arrampicata freestyle.

Le vedute mozzafiato che rendono questo sport unico.

Le vedute mozzafiato che rendono questo sport unico.

Queste rocce offrono molteplici possibilità tecniche per arrampicare.

Queste rocce offrono molteplici possibilità tecniche per arrampicare.

Guida

Questa cartina, disegnata dalla guida alpina Eraldo Meraldi, mostra le vie della falesia calcarea di ravi, e i loro livelli di difficoltà che vanno da 4 a 7.

La guida disegnata da Eraldo meraldi, g.a.

La guida disegnata da Eraldo meraldi, g.a.

Ogni muro ha un nome, e ha almeno quattro percorsi di arrampicata di difficoltà diversa.

Ogni muro ha un nome e almeno quattro percorsi di arrampicata di difficoltà diversa.

Come arrivare

I luoghi dove arrampicare sono spesso sorvegliati e nascosti, anche per assicurarsi che i muri non siano “trafficati”. Il Monte Calvo è vicino a Ravi e ci si arriva in macchina per poi proseguire sulla falesia a piedi. E’ necessario risalire lungo la strada della Serra e posteggiare nello spiazzo che si vede a lato.

Per arrivare ai percorsi sono necessari circa 20 minuti di camminata nel bosco.

Per arrivare ai percorsi sono necessari circa 20 minuti di camminata nel bosco.

Il sentiero inizia vicino ad un cancello. Le rocce che vedete ne segnano la partenza.

Il sentiero inizia vicino ad un cancello. Le rocce che vedete ne segnano la partenza.

Il sentiero.

Il sentiero.

Il sentiero si snoda vicino alla torre elettrica.

Il sentiero si snoda vicino alla torre elettrica.

Nelle vicinanze troverete l'ex sito minerario di Ravi_Marchi.

Nelle vicinanze troverete l’ex sito minerario di Ravi Marchi.

E se alla fine di questo articolo vi è venuta voglia di provare emozioni forti, ma non siete ancora pronti per l’arrampicata, vi consigliamo visitare il nostro Parco Avventura. Qui grandi e piccini possono divertirsi su percorsi di varie difficoltà e provare l’emozione del tree climbing in totale sicurezza. Istruttori qualificati li assisteranno in ogni momento della loro visita.

Per informazioni sul Parco Avventura

Giorgia 338 883 5214

 

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