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Tante proposte per vivere una vacanza attiva in Toscana.

Vitozza: la città perduta da esplorare

Un’ antica “città di pietra” dominata dalla vegetazione, dove ci si può avventurare tra mura, rovine e un intricato sistema di grotte. Nell’entroterra della Maremma toscana le Città del Tufo…

Un’ antica “città di pietra” dominata dalla vegetazione, dove ci si può avventurare tra mura, rovine e un intricato sistema di grotte.

Nell’entroterra della Maremma toscana le Città del Tufo caratterizzano un’area densa di fascino, storia e bellezza, dove si trovano piccoli gioielli di edilizia tufacea e boschi rigogliosi. Oltre ai centri abitati, racchiusa nel Parco Archeologico si trova anche una città fantasma, così antica da essere ormai perfettamente integrata nel paesaggio naturale. Si tratta dell’insediamento rupestre di Vitozza.

L'insediamento rupestre di Vitozza

L’insediamento rupestre di Vitozza

Visitare Vitozza significa entrare un luogo dove la mano dell’uomo non si stende più da molto tempo: ci si muove come ospiti in un’antica dimora fatta di stradine, grotte e resti di antichi castelli sospesi nel tempo.
Quest’area è stata un insediamento umano abitato fin dalla preistoria. Circa 200 grotte testimoniano il successivo passaggio degli etruschi, che destinarono queste aperture nella pietra agli usi più svariati: da stalle per il bestiame, a necropoli, ad abitazioni vere e proprie; addentrarsi nelle grotte è come avventurarsi in cunicoli antichi e affascinanti, veri esploratori alla ricerca di un tesoro.
Dell’epoca romana rimangono invece tracce di antiche strade e vie di comunicazione, mentre ciò che resta della chiesa e le mura dei due castelli richiamano i secoli medievali, fatti di fortezze e dimore signorili.

Ruderi della chiesa medievale.

Ruderi della chiesa medievale.

Come Vitozza sia diventata la “città di pietra” silenziosa e spopolata lo si deve alle invasioni barbariche prima e alla contesa del territorio poi, quando nel Quattrocento i senesi abbatterono gran parte degli edifici affinché non cadessero in mano alla famiglia Orsini.

Da quel momento Vitozza rimase un covo di briganti spogliato dell’antica importanza, vittima di un lento abbandono destinato a sfociare nel totale spopolamento. La natura, infine, ne ha preso possesso, e ancora oggi domina la città di pietra.

La natura si è riappropriata di parte degli antichi insediamenti

La natura si è riappropriata di parte degli antichi insediamenti

Seguendo i sentieri e i percorsi che guidano alla scoperta di Vitozza ci si imbatte in un raggruppamento di grotte dall’aspetto alquanto inusuale: piccole nicchie riempiono le loro mura, regalando un effetto di stile decorativo che mal si concilia con l’uso a cui probabilmente erano destinate. Forse nate come “scaffali” per riporre le ceneri dei defunti, queste rientranze sono note con il nome di colombari e venivano usate in epoca medievale per l’allevamento dei volatili.

Le grotte vicino al colombaio

Le grotte vicino al colombaio

Dopo la visita a Vitozza si può proseguire andando verso le Città del Tufo e scoprire la vicina e suggestiva Sorano, con il suo centro abitato arroccato in posizione rialzata a dominio del territorio circostante.

Se invece ci si vuole immergere ancora di più nella macchia mediterranea si possono percorrere le Vie Cave; si tratta di strade nascoste dalla vegetazione e strette tra alte pareti rocciose, che un tempo facevano parte dell’ampia rete viaria degli Etruschi e che sono la degna conclusione di un itinerario alla scoperta della Maremma più antica.

Parco Archeologico Città del Tufo

Tel. 0564-614074, 0564-633023

E-mail: info@leviecave.it

Le aree del Parco sono sempre aperte e ad ingresso libero.
A partire dal mese di aprile e fino al mese di settembre l’ingresso è di €2,00 nei giorni di sabato e domenica, nei festivi e nei ponti.

Come arrivare

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Una passeggiata nella Riserva naturale della Diaccia Botrona, verso la Casa Rossa

Una Maremma paludosa fatta di canali navigabili e frequentata da uccelli migratori, dove una Riserva Naturale si apre ai piedi di una affascinante casa rossa, a Castiglione della Pescaia. Basta…

Una Maremma paludosa fatta di canali navigabili e frequentata da uccelli migratori, dove una Riserva Naturale si apre ai piedi di una affascinante casa rossa, a Castiglione della Pescaia.

Basta una passeggiata dal centro storico di Castiglione della Pescaia per trovarsi di fronte a due importanti icone del territorio: Casa Rossa Ximenes, porta d’ingresso della riserva naturale della Diaccia Botrona, della quale è anche il centro visite. L’area paludosa attorno si estende per più di mille ettari tra la spiaggia di Castiglione della Pescaia e Grosseto.

E’ considerata tra le più importanti zone umide d’Italia, ed è l’habitat di numerose specie faunistiche.
Prima di essere bonificata per le sue condizioni malsane, sulla palude si narravano numerose leggende: la più famosa racconta di una terribile strega che abitava la Diaccia Botrona, i cui occhi ardenti erano in grado di bruciare le persone con un solo sguardo.

La Diaccia Botrona

La Diaccia Botrona

La Casa Ximenes o Casa Rossa, a Castiglione della Pescaia, cattura l’attenzione fin da lontano, ergendosi tra i canali e la bassa vegetazione. Fu costruita nella seconda metà del ‘700 dall’ingegnere e monaco gesuita Leonardo Ximenes, il cui progetto di risanamento della palude si basava sulla convinzione che la malaria era causata dal mescolarsi delle acque dolci e salate; la Casa Rossa, per la sua posizione, era destinata ad essere il principale strumento per la bonifica delle acque, separando all’ingresso l’acqua dal mare da quella lacustre. La soluzione di Ximenes ovviamente non funzionò.

La colonia di fenicotteri rosa nella riserva

La colonia di fenicotteri rosa nella riserva

Oggi Casa Ximenes ospita il Museo Multimediale interattivo, che guida i visitatori alla scoperta della Diaccia Botrona con video, proiezioni e simulazioni immersive per osservare il volo degli uccelli.
L’intera riserva è meta di numerosi uccelli migratori, cosa che ne fa un paradiso per gli appassionati di birdwatching: oltre 200 specie si susseguono nel corso dell’anno, alcune delle quali nidificano nella zona; tra questi si possono scorgere il falco di palude, l’airone bianco, l’albanella reale e il falco pescatore

Oltre 200 specie di uccelli popolano la riserva

Oltre 200 specie di uccelli popolano la riserva

L’eccezionale biodiversità che si trova nella Riserva naturale della Diaccia Botrona ne fa un ambiente unico, meta ideale del turismo sostenibile, una tappa da non dimenticare se si visita la Maremma o si è appassionati di fotografia naturalistica. La riserva può essere visitata seguendo i percorsi di trekking o in bicicletta, con le visite guidate, oppure con un suggestivo tour della palude in barca.

Per info e prenotazioni:  0564.484581 – 0564.20298

Come arrivare

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L’isola di Capraia: cosa vedere nella perla dell’Arcipelago Toscano

Capraia e le spiagge: vi suggeriamo itinerari di trekking ed escursioni in barca per scoprire la natura incontaminata di questa meravigliosa isola. Delle sette perle del Tirreno tutelate dal Parco…

Capraia e le spiagge: vi suggeriamo itinerari di trekking ed escursioni in barca per scoprire la natura incontaminata di questa meravigliosa isola.

Delle sette perle del Tirreno tutelate dal Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, Capraia senz’altro ne è la più selvaggia e primo nucleo del parco stesso: dominata dalla macchia mediterranea, la sua scogliera vergine è interrotta solo da un piccolo paese con poche case e un porticciolo. La natura regna sovrana, ricchissima di una rara flora e fauna.

Capraia è stata a lungo e fino a poco tempo fa un’isola carceraria, fatto che ha limitato l’influenza umana e le speculazioni edilizie, e aumentando di conseguenza il fascino del luogo. Gli edifici dell’ex Colonia Penale oggi sono un patrimonio edilizio riconosciuto come “proprietà collettiva”, reso accessibile ai locali e ai turisti. La strada panoramica che parte dal porto permette di visitarla, costeggiando le acque cristalline del mare.

Edifici abbandonati dell’ex Colonia Penale.

Edifici abbandonati dell’ex Colonia Penale.

Agli amanti delle meraviglie marine, l’isola offre numerose esperienze: nei pressi del paese, quattro accessi al mare permettono le immersioni, e giornalmente partono dal porto escursioni in barca. Navigando intorno alla costa si visitano le falesie: si tratta di spettacolari grotte all’interno delle scogliere, che ospitano una ricca e varia fauna ittica, senza tralasciare, ovviamente, le soste per un bagno nelle cale più belle.

Ad un avventuriero che ama camminare, l’isola di Capraia e i trekking da fare in loco daranno molte soddisfazioni. Il suo lato più selvaggio si può esplorare percorrendo gli itinerari che partono dal paese, ognuno alla scoperta di un angolo di paradiso, sublimato da panorami dove lo sguardo può arrivare a scorgere nitidamente l’Isola d’Elba o la Corsica.

Corsica all’orizzonte.

Corsica all’orizzonte.

L’isola di Capraia, i trekking che si possono fare:

  • Cala dello Zurletto

Della durata di circa venti minuti di cammino, si tratta di una facilissima escursione che attraversa le essenze tipiche della macchia mediterranea. Dal centro del paese ci si dirige verso il Forte di San Giorgio, uno spettacolare castello a picco sul mare costruito nel 1540 dalla Repubblica di Genova. Proseguendo si costeggia l’elipista fino ad arrivare alla biforcazione del sentiero: svoltando a sinistra si arriva al Bellavista, un balcone naturale affacciato sulla scogliera, andando a destra ci si inerpica un po’ e si scende poi nella cala, dove fare anche un rigenerante bagno nelle acque verde-blu.

  • Ex Colonia Penale

Il percorso, di difficoltà intermedia, parte dal porto: passando accanto alla chiesa dell’Assunta, si lascia il centro abitato per salire lungo una strada prima asfaltata, poi sterrata ma ben visibile e larga. Salendo, le molte curve del sentiero riveleranno uno dopo l’altro magnifici scorci e panorami. In breve si raggiunge l’arco che dava l’accesso alla casa di pena e si incrociano gli edifici abbandonati della colonia; la tranquillità e i profumi del mare si contrappongono alle rovine del complesso e all’eco delle condanne. Sensazioni di libertà e reclusione si fondono in un’atmosfera unica e particolarissima. Lungo il percorso si possono avvistare varie specie avifaunistiche, ideale per gli amanti del birdwatching.

  • Punta dello Zenobito

Dal piazza del paese si costeggia la chiesa di San Nicola lasciandola sulla destra e si prende così l’antica mulattiera del 1545 che collegava il centro abitato con la Torre dello Zenobito. Si tratta di un itinerario impegnativo per la lunghezza, il dislivello in salita, la pressoché assente copertura arborea e il disconnesso tratto finale. Dopo circa tre ore di cammino si giunge alla Torre dello Zenobito, una torretta di avvistamento costruita nel 1545 sul camino di uno dei due antichi vulcani dell’isola. Ci si affaccia così sulla Cala Rossa, che deve il nome al colore della roccia vulcanica di cui è composta. Uno scenario mozzafiato sul mare e sui tempi che furono, racchiuso in una natura selvaggia e incredibile.

Itinerario A/R Cala dello Zurletto

Lunghezza percorso: circa 2.0 km

Dislivello in salita: 80 mt

Grado di difficoltà: facile

Tipologia di progressione: a piedi

Partenza: Google Maps

 

Itinerario A/R Ex Colonia Penale

Lunghezza percorso: circa 10.00 km

Dislivello in salita: 300 mt

Grado di difficoltà: medio

Tipologia di progressione: a piedi

Partenza: Google Maps

 

Itinerario A/R Punta dello Zenobito

Lunghezza percorso: circa 16 km

Dislivello in salita: 800 mt

Grado di difficoltà: impegnativo

Tipologia di progressione: a piedi

Partenza: Google Maps

Equipaggiamento consigliato: calzature da trekking, borraccia da almeno 1.5 lt, zaino di circa 20 litri di volume.

Siti utili:

http://www.islepark.it/

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Castiglioncello e mare: un tuffo alle spiagge bianche

Surf, diving e kitesurf nelle spiagge bianche di Rosignano Solvay, ma anche rilassante vita di mare sulla costa toscana culla dei Macchiaioli. Gioiellino della Maremma costiera e avamposto che apre…

Surf, diving e kitesurf nelle spiagge bianche di Rosignano Solvay, ma anche rilassante vita di mare sulla costa toscana culla dei Macchiaioli.

Gioiellino della Maremma costiera e avamposto che apre le porte alla splendida Costa degli Etruschi, il borgo di Castiglioncello con il suo mare regala scogliere e colline di macchia mediterranea, che non a caso furono ispirazione del movimento artistico più fervido dell’Ottocento, quello dei Macchiaioli. Per la sua bellezza ed esclusività, negli anni ‘60 questa zona fu frequentata anche da personaggi celebri come Alberto Sordi e Marcello Mastroianni, e prescelto come destinazione di Vittorio Gassman nel film “Il Sorpasso”.

Il Castello Pasquini

Il Castello Pasquini

Anche se la vostra meta è la Maremma meridionale e vi trovate nei pressi di Livorno per raggiungerla, d’obbligo è percorrere con l’auto la litoranea che diparte da Antignano: è la vecchia via Aurelia, i cui bellissimi panorami sulla costa vi accompagneranno a scoprire Castiglioncello, i suoi suggestivi dintorni e i tanti modi di vivere il mare.

Il Castello del Boccale

Il Castello del Boccale

Poco dopo l’inizio della strada litoranea, si staglia sulla destra la Torre di Calafuria; spettacolare avamposto a ridosso del mare, fu costruita nel Cinquecento e inserita nel sistema di fortificazioni lungo costa a difesa della città di Livorno. Del sistema difensivo fanno parte anche le vicine torri del Maroccone o del Diavolo, integrate oggi nel Castello del Boccale.

Per ammirarne appieno la bellezza è suggerito scendere sugli scogli adiacenti a Calafuria: sono blocchi di arenaria lavorati dal mare piuttosto piatti e agevoli, ottimi accessi per immergersi nell’intenso blu marino; queste acque riflettono in superficie scorci bellissimi e nascondono un mondo sommerso ricco di angoli altrettanto affascinanti e biodiversità, un vero paradiso per gli amanti del diving. Sotto la scogliera di Calafuria ci sono numerosi siti di immersioni accessibili direttamente da terra, e un’associazione offre escursioni subacquee guidate.

Surfisti nella baia del Quercetano

Surfisti nella baia del Quercetano

Arrivati a Castiglioncello si può godere della classica vita di mare fatta di bagni rinfrescanti, rilassanti letture sotto l’ombrellone o dentro la famosa pineta Marradi, aperitivi e ottime cene di pesce nei ristorantini del suo grazioso centro, da cui si vede ergersi l’ottocentesco edificio del Castello Pasquini; a questo si aggiunge la possibilità di praticare lo sport acquatico per eccellenza, il surf.

Nella baia del Quercetano, vicina al centro e spiaggia principale di Castiglioncello, si formano onde perfette per essere cavalcate; uno spot adatto a surfisti di livello intermedio ma anche ai neofiti, col supporto dei corsi che lo stabilimento balneare della baia offre, perfetto anche per gli amanti del SUP.

Le spiagge bianche di Rosignano Solvay e mare cristallino

Le spiagge bianche di Rosignano Solvay e mare cristallino

Se i boardsport acquatici sono la vostra passione, alle note spiagge bianche di Rosignano Solvay ci sono spesso condizioni ottimali per praticare kitesurf e windsurf. Si tratta di circa quattro chilometri di litorale sabbioso, dove la rena bianchissima crea un contrasto sorprendente con il colore del mare; si trovano nella frazione di Vada, poco a sud di Castiglioncello. Gli sport praticabili nella zona sono diversi e adatti a vari livelli, grazie anche alla presenza di corsi e istruttori per l’avviamento.

kitesurf

kitesurf

Che l’idea sia di una vacanza attiva o in totale relax, Castiglioncello e il suo mare  rappresentano un’ottima meta per soddisfare voglia di mare, svago e divertimento.

Cosa vedere e fare in breve a Castiglioncello e dintorni:

  • Torre di Calafuria: diving e aperitivo al tramonto al bar terrazzato accanto alla torre.
  • Castello del Boccale: fotografare il castello soprattutto in giornate in cui il mare è infuriato.
  • Castello Sonnino: lungo la litoranea in località Romito, ammirare il castello che si erge sul promontorio a picco sul mare, dove il barone Sidney Sonnino decise nell’Ottocento di installarvi la propria residenza.
  • Centro di Castiglioncello: prendere un gelato nella pineta Marradi, shopping nelle boutique, ottime pause del gusto a base di pesce nei molti ristoranti, una bella passeggiata sul lungomare Alberto Sordi.
  • Castello Pasquini: visita nel bel parco circostante e partecipazione ai tanti eventi culturali e artistici organizzati soprattutto nel periodo estivo.
  • Baia del Quercetano: surf e classica giornata di mare, adatta anche ai bambini.
  • Spiagge bianche: kitesurf, windsurf, passeggiata rilassante fuori stagione con il proprio fido (area spiaggia dedicata ai cani anche durante il periodo estivo).

Come arrivare

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Golf Punta Ala: giocare vista mare

Greens e buche con panorama sul mare Tirreno: benvenuti al Golf Club Punta Ala, il paradiso golfistico della Maremma toscana. Punta del promontorio, celebre per il suo porto e Yacht…

Greens e buche con panorama sul mare Tirreno: benvenuti al Golf Club Punta Ala, il paradiso golfistico della Maremma toscana.

Punta del promontorio, celebre per il suo porto e Yacht Club. Non ci sono vie di mezzo quando si parla di Punta Ala, località che offre il meglio a chi è in cerca di relax e divertimento. Il connubio ideale lo si trova al Golf Club Punta Ala, una struttura con 60 ettari di terreno a pochi chilometri da Castiglione della Pescaia, dove il verde non è solo quello dei campi da gioco, ma è soprattutto il colore della macchia mediterranea che circonda e abbraccia i greens.

Il Golf Club Punta Ala

Il Golf Club Punta Ala

Il Golf a Punta Ala nasce nel 1964 e conta 18 buche di varia difficoltà. E’ ancora oggi uno dei più rinomati in Europa. Tra i vanti della struttura c’è anche la Combinata Vela Golf, un evento annuale organizzato dal Golf Club, al quale si aggiungono appuntamenti culinari, per una vacanza a 360°.

Nelle ore più calde del giorno o tra un tiro in buca e l’altro, la Club House è il luogo ideale dove sostare, godendo di una vista sulla macchia e sui campi da gioco che spazia fino al mare e ai dolci rilievi dietro ai quali tramonta il sole. Nella struttura ci si può rilassare con quattro chiacchiere in compagnia o dedicarsi a scoprire i sapori locali, tra cui spiccano i piatti di pesce.

Giocatori di golf

Giocatori di golf

Il Golf Club Punta Ala è una tappa quasi obbligata per gli amanti del golf e per i professionisti, un’esperienza di gioco imperdibile che può essere posticipata solo per godersi una bella colazione nella terrazza panoramica vista mare della Club House.

Contatti

info@golfpuntaala.it – +39 0564 922121

Come arrivare

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Talamone, le spiagge una volta dei pescatori, oggi meta dei kitesurfer

Un paradiso per gli amanti di windsurf e kite, ma anche per chi desidera trascorrere lunghe e tranquille giornate nel mare cristallino della costa della Maremma Toscana. Piccolo quanto grazioso,…

Un paradiso per gli amanti di windsurf e kite, ma anche per chi desidera trascorrere lunghe e tranquille giornate nel mare cristallino della costa della Maremma Toscana.

Piccolo quanto grazioso, il borgo di pescatori di Talamone sorge sul promontorio roccioso che domina il golfo, da una parte lo splendore dell’Argentario e della Feniglia e dall’altra i tesori naturali del Parco della Maremma.

Dal centro storico che affonda le sue origini in epoca etrusca e che ha mantenuto il suo aspetto medievale si staglia la Rocca Aldobrandesca: una fortificazione del XIII secolo che, in epoca moderna, fu luogo di raduno dei volontari che si imbarcarono per la spedizione dei Mille di Garibaldi.

La Rocca Aldobrandesca di Talamone

La Rocca Aldobrandesca di Talamone

Il borgo è deliziosamente costellato di ristorantini che mettono in tavola la tradizione marinara del paese ed è circondato da calette che abbracciano un mare limpidissimo; una combinazione perfetta per week end rilassanti fatti di buon cibo, bagni rigeneranti e aperitivi sul mare al tramonto. Talamone ospita anche l’acquario della Laguna di Orbetello, museo che accoglie la flora e la fauna della laguna e centro di cura delle tartarughe marine Tartanet.

Ultimo lembo di terra a meridione del Parco regionale della Maremma, Talamone ha alle sue spalle chilometri e chilometri di natura rigogliosa, ideale per entusiasmanti escursioni a piedi, in bici o a cavallo. Presso l’acquario si trova il centro visite del parco naturale.

Talamone

Talamone

Ma le attività outdoor a cui Talamone è votato si svolgono in acqua e hanno una vela come mezzo di progressione. Difatti Talamone è uno dei più famosi hotspot del centro Italia per gli sport velici, dal kitesurfing, al windsurfing, alla barca alla vela. Nella baia a sud del il borgo spirano venti di scirocco, ostro, libeccio, grecale, maestrale, tanto da avere un’attività continua quasi tutto l’anno che rende questa località un vero e proprio paradiso per windsurfer e kiter, adatto anche per principianti e per curiosi.

Kitesurf

Kitesurf

A Talamone le spiagge che costeggiano la provinciale offrono scuole, corsi e noleggio delle attrezzature; oltre agli sport velistici è possibile praticare anche surf da onda e sup. Per giornate all’insegna di mare, tramonti indimenticabili e sport acquatici, Talamone rappresenta la meta ideale.

Talamone: cosa vedere e fare in breve

  • Il borgo medievale;
  • La Torre aldobrandesca;
  • L’acquario della Laguna di Orbetello;
  • Aperitivo al tramonto presso la caletta del Bagno delle Donne;
  • La caletta di ghiaia e mare cristallino di lato a Via dei Mille
  • Il tempio etrusco di Talamonaccio;
  • Il Parco regionale della Maremma;
  • Sport velistici: windsurfing, kitesurfing, vela.

Portale turistico di Talamone

Come arrivare:

 

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Un’avventura nel Parco della Maremma, alla scoperta di San Rabano

Un suggestivo trekking alla ricerca di San Rabano, l’antica Abbazia protetta dalla natura all’interno del parco della Maremma Se si nomina la Maremma, la mente richiama subito panorami selvaggi, paesaggi…

Un suggestivo trekking alla ricerca di San Rabano, l’antica Abbazia protetta dalla natura all’interno del parco della Maremma

Se si nomina la Maremma, la mente richiama subito panorami selvaggi, paesaggi costieri e una macchia incontaminata, scenario di avventure outdoor alla ricerca della fauna selvatica che sovente si rivela all’uomo, o alla scoperta delle perle storiche custodite gelosamente dalla vegetazione.
Una terra autentica che il Parco naturale della Maremma protegge dal 1975, primo parco della regione Toscana.

San Rabano

San Rabano

Il parco si estende nella provincia di Grosseto per quasi 10.000 ettari da Principina a Mare a Talamone e nella sua parte più meridionale viene ritmato dai monti dell’Uccellina, rilievi di altitudine collinare ricoperti da ombrose leccete e macchia mediterranea, dai quali si gode di vedute incredibili sulla costa.
È una terra genuina, custode di tradizioni e mestieri di una volta; nelle vaste pianure alle pendici dei monti i butteri [link articolo Butteri maremmani in consegna], alter ego italiani dei cowboy, portano avanti la loro antica attività legata alla gestione del bestiame a cavallo.
Ad Alberese e a Talamone si trovano i centri visite del parco; una volta acquistato il biglietto, un servizio navetta vi condurrà ai punti di inizio dei numerosi itinerari di trekking.

La natura prosperosa del Parco naturale della Maremma è arricchita da molte testimonianze storiche. Numerose torri risalenti al XV secolo sono disseminate lungo il litorale; furono edificate a controllo della costa per far fronte alla minaccia sempre più pericolosa delle incursioni corsare.

Le acque che bagnano la costa toscana erano infestate dai pirati che sconvolsero la quiete delle popolazioni locali per circa tre secoli. Numerosi anche i siti archeologici di epoca etrusca e romana, ma il più spettacolare risale al periodo medievale: l’abbazia di San Rabano. 

Uno dei meravigliosi panorami che si possono godere tra i sentieri del parco

Uno dei meravigliosi panorami che si possono godere tra i sentieri del parco

Restaurato recentemente, il complesso nacque come monastero benedettino intorno al 1100 d.C. e ad oggi sono visitabili i ruderi circondati dal bosco rigoglioso, dal quale in lontananza emergono imponenti il campanile e la torre. Da Alberese si diparte l’itinerario trekking che tra bellissime leccete e paesaggi conduce in questo luogo senza tempo e senza eguali.

Dopo aver acquistato il biglietto presso il centro visite di Alberese, dalla chiesa del paese si seguono le indicazioni per l’inizio dell’itinerario.
Giunti al cancello, una distesa erbosa costeggiata da colline ricoperte di verde dà inizio all’escursione, per poi inoltrarsi leggermente in salita nel bosco e nella macchia.
Dopo poco meno di 5 chilometri, e 300 metri di dislivello in salita, si scorgono i ruderi dell’abbazia che ricoprono quasi interamente la radura che si fa spazio in mezzo al bosco.

Il parco è pieno di sentieri da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo

Il parco è pieno di sentieri da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo

Da San Rabano si può proseguire lungo il sentiero che conduce a due punti d’osservazione in cui la vegetazione fa spazio a spettacolari panorami sulla costa, a circa 600 e 800 metri dall’abbazia.

L’occhio si perde sul mare blu intenso che bagna il litorale alto e roccioso, che si interrompe per accogliere la suggestiva cala di Forno: una spiaggia di sabbia finissima e mare cristallino ad oggi ambiente protetto, che fu set del film “Non ci resta che piangere” con Benigni e Troisi.

Itinerario A/R Abbazia di San Rabano:
Lunghezza percorso: 9.4 km
Dislivello in salita: 290 mt
Grado di difficoltà: media
Tipologia di progressione: a piedi

Equipaggiamento consigliato: calzature da trekking o da ginnastica, borraccia da almeno 1.5 lt, zaino.

Sito web Parco regionale della Maremma

Come arrivare:

 

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L’isola del Giglio, cosa vedere

Vi raccontiamo in poche righe la splendida isola del Giglio e cosa vedere a piedi in un’escursione di una giornata Davanti al promontorio dell’Argentario, l’Isola del Giglio affiora dalle acque…

Vi raccontiamo in poche righe la splendida isola del Giglio e cosa vedere a piedi in un’escursione di una giornata

Giglio porto

Giglio porto

Davanti al promontorio dell’Argentario, l’Isola del Giglio affiora dalle acque tirreniche con la sua modesta dimensione e il suo immenso splendore. Salpando da Porto Santo Stefano e man mano che il traghetto si avvicina alla costa, il mare passa dal blu intenso delle profondità all’azzurro cristallino delle calette, che invitano a tuffarsi per un bagno ancor prima di essere arrivati.

Si scorgono poi le enormi lastre di granito che lisce e sinuose si incuneano nelle acque e si nota la dimensione marittima del pittoresco porto, composto da vecchie case colorate con le tonalità mediterranee; alzando lo sguardo, l’antico castello domina l’isola da uno dei suoi poggi più alti, e merita assolutamente una passeggiata fra le sue viuzze simili a un labirinto. Edificato intorno al secolo XI e successivamente fortificato, ha resistito a circa mille anni di incursioni piratesche, anche a quelle del temibile corsaro Barbarossa.

Tramonto all'isola del Giglio

Tramonto all’isola del Giglio

All’Isola del Giglio sulle spiagge c’erano e ci sono pescatori e contadini, c’è vita marina e di montagna: il Poggio della Pagana è il più alto con i suoi 496 m. di altezza; fra i borghi ci sono Giglio Porto e Giglio Castello a ricordare le due anime della popolazione e sulla costa occidentale la frazione di Campese, nato a scopi principalmente turistici. Tra costa ed entroterra è possibile godere di paesaggi unici, dove uomo e natura hanno collaborato in armonia. Gran parte dell’isola è stata inserita nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano  a tutela della flora e della fauna, marina e terrestre.

Isola del Giglio, il faro Vaccarecce

Isola del Giglio, il faro Vaccarecce

L’isola esplode di vita si anima di tonalità pastello e profumi soprattutto in primavera, con le tipiche essenze della macchia mediterranea e grazie anche alla presenza di boschetti di leccio, una particolarità rara nelle altre isole dell’arcipelago. Questi habitat ospitano specie animali poco diffuse e da salvaguardare come le berte e il falco pellegrino, tra le specie avi faunistiche, e i mufloni tra  i mammiferi. Sono luoghi da scoprire al ritmo dei propri piedi, attraverso la rete sentieristica ben diramata dell’isola.

Le escursioni nell’Isola del Giglio sono numerose, ve ne proponiamo qui alcune:

  • Ascesa a Giglio Castello

Partendo dal porto, si prende la stradella asfaltata in salita che lo congiunge al castello; all’innesto con la strada principale, si attraversa e poco dopo la curva si incontra il bivio sulla sinistra, dal quale diparte l’antica mulattiera che univa i due centri abitati. Tutto in salita e anche abbastanza ripida, ma all’ombra di una piacevole leccetta, il percorso si snoda quasi interamente sul lastricato dei tempi che furono di questa via di comunicazione; salendo ulteriormente, il bosco di lecci lascia spazio a magnifici panorami sulla baia dell’Arenella e la Caletta. In circa 45 minuti si sbuca alla cinta muraria del castello.

  • Punta del Faraglione

All’estremità sinistra (guardando il mare) della spiaggia del Campese parte il sentiero che conduce alla punta del Punta del Faraglione; attraverso una bella macchia di leccio e bellissime vedute panoramiche sulle scogliere e sulla baia del Campese, il percorso termina di fronte a un pinnacolo di roccia calcarea che sembra essere il gemello del faraglione che si erge dal mare. Una facilissima e panoramica escursione di circa 20 minuti all’andata e altrettanti per il ritorno, con un solo tratto dove prestare un po’ d’attenzione, organizzato con corde corrimano d’aiuto. Perfetto per l’ora del tramonto per paesaggi indimenticabili.

  • Faro di Capel Rosso

Dalla piazza principale di Giglio Castello, si prosegue verso sud; poco dopo, sulla sinistra, ha inizio una stradella asfaltata in salita ma all’ombra di una bella pineta. La strada poi si fa sentiero, che puntando sempre verso sud, conduce al faro di Capel Rosso in circa 2 ore e mezzo di cammino. L’itinerario è segnalato e offre bellissimi scorci, procedendo a mezza costa tra la ricca vegetazione mediterranea. Arrivati alla punta di Capel Rosso sarete sul lembo di terra più meridionale dell’isola, dove si staglia il bellissimo faro e, ai suoi lati, si ammirano le spettacolari scogliere erose dall’azione del mare.

Cala Schizzatoio

Cala Schizzatoio

Itinerario A/R Giglio Porto – Giglio Castello

Lunghezza percorso: circa 4.0 km

Dislivello in salita: 350 mt

Grado di difficoltà: medio (per la salita)

Tipologia di progressione: a piedi

Punto di partenza: Google Maps

Itinerario A/R punta del Faraglione

Lunghezza percorso: circa 2.0 km

Dislivello in salita: 80 mt

Grado di difficoltà: facile

Tipologia di progressione: a piedi

Punto di partenza: Google Maps

Itinerario A/R Faro di Capel Rosso

Lunghezza percorso: circa 13.0 km

Dislivello in salita: 550 mt

Grado di difficoltà: impegnativo

Tipologia di progressione: a piedi

Punto di partenza: Google Maps

Equipaggiamento consigliato: calzature da trekking, borraccia da almeno 1.5 lt, zaino

Siti utili:

http://www.islepark.it/

https://www.giglioinfo.it/

http://isoladelgiglio.it/it/

Come arrivare

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La nuova Pumptrack del PuntAla

La nuova pumptrack, fatta di materiali innovativi, con le sue gobbe e curve siamo sicuri vi farà divertire. Se ancora non vi siete mai cimentati in una pumptrack, questo è…

La nuova pumptrack, fatta di materiali innovativi, con le sue gobbe e curve siamo sicuri vi farà divertire.

la pumptrack è per tutti

la pumptrack è per tutti

Se ancora non vi siete mai cimentati in una pumptrack, questo è il momento giusto di iniziare!

I materiali con cui è stata costruita sono innovativi: le superfici di guida sono tutte realizzate in materiale composito in fibra di vetro intrecciato a cui viene applicato uno strato di materiale antiurto e antiscivolo.

I moduli che abbiamo scelto sono stati appositamente assemblati per farvi divertire con curve e gobbe che alleneranno equilibro e resistenza, migliorando inoltre la vostra tecnica di guida.

La trovate all’interno del PuntAla Camp & Resort a disposizione di tutti gli ospiti.

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San Galgano e Montesiepi: la leggenda della vera spada nella roccia

San Galgano: sulle tracce del cavaliere che conficcò la spada nella roccia. Una breve escursione tra storia e mito, visitando la Toscana delle leggende. Un itinerario semplice ma carico di…

San Galgano: sulle tracce del cavaliere che conficcò la spada nella roccia. Una breve escursione tra storia e mito, visitando la Toscana delle leggende.

Un itinerario semplice ma carico di fascino e di mistero ha inizio con il breve sentiero che conduce dall’Abbazia di San Galgano all’Eremo di Montesiepi, dove un’autentica spada nella roccia giace da 900 anni.

il sentiero per arrivare all'Abbazia

Il sentiero per arrivare all’Abbazia

Sono molte le particolarità di quest’area, che merita una mezza giornata di escursione.

Si comincia dall’Abbazia. Dopo aver lasciato la macchina nel vicino parcheggio gratuito, il percorso ad anello inizia con una strada di campagna e un largo viale di cipressi, che conducono ad una costruzione unica; la chiesa, sconsacrata da molto tempo, è un ponte tra cielo e terra: rimasta senza il tetto e senza pavimentazione, sembra sorgere da sempre in quel luogo, raccontando silenziosamente la sua storia ed emanando un’aura di magia che è difficile ignorare.

Persino i bambini, giocando a nascondino tra le antiche colonne, si lasciano trasportare dal fascino dell’Abbazia.

Osservare il cielo attraverso il rosone.

Osservare il cielo attraverso il rosone.

La campagna circostante, tranquilla, invita a passeggiare nei dintorni dell’edificio, prendendosi un momento ancora per guardarsi intorno; non passa inosservata la costruzione che si trova in posizione sopraelevata a poca distanza dal sito. Un cartello indica un sentiero che conduce all’Eremo di Montesiepi. È un piccolo trekking che impegna non più di 15 min., e la scoperta vale la passeggiata.

L’Eremo di Montesiepi e la Rotonda

L’Eremo di Montesiepi e la Rotonda

La Cappella (o Rotonda) è ad ingresso gratuito e conserva un’arma unica, di grande valore storico, che sembra emergere dalla leggenda: posta sotto vetro per preservarla dagli agenti atmosferici, una spada conficcata in uno sperone di roccia pare attendere il ritorno di Re Artù.

Un’Excalibur Made in Tuscany; c’è chi ipotizza che sia stata questa spada, autentica e datata alla prima metà del 1100, ad ispirare il ciclo arturiano.

Ma a chi appartenne? Galgano Guidotti, nato nel vicino borgo di Chiusdino, era un cavaliere dissoluto che, dopo aver avuto una visione di San Michele, abbandonò i suoi possedimenti e piantò la spada nel terreno, intenzionato a non usarla mai più. Dove sorgeva la sua capanna oggi sorge la cappella, e la spada nella roccia non fu mai più toccata.

L’autentica spada nella roccia

L’autentica spada nella roccia

Per concludere l’itinerario, si può riprendere la macchina chiudendo così il percorso ad anello, e in pochi minuti arrivare a visitare Chiusdino, dove sono conservate le reliquie del santo, tra cui una roccia caratterizzata dai segni che il cavallo di Galgano lasciò inginocchiandosi all’apparire di San Michele.

Una chicca che non molti conoscono: a pochi minuti in auto dall’Abbazia e da Chiusdino si trova il Mulino delle Pile, ovvero l’originale Mulino Bianco! Oggi è un agriturismo, ma è anche possibile fermarsi per fare un selfie col mulino più famoso d’Italia e forse del mondo.

Abbazia di San Galgano:

aperta tutti i giorni, l’orario varia in base al periodo

  • da NOVEMBRE a MARZO: 9 – 17:30
  • APRILE, MAGGIO e OTTOBRE: 9 – 18
  • GIUGNO e SETTEMBRE: 9 – 19
  • LUGLIO e AGOSTO: 9 – 20

Il prezzo del biglietto è di €4,00 intero e €3,00 ridotto (minorenni, over 65, studenti, gruppi da 20 persone o famiglie da almeno 4 componenti). Per info: +39 0577 756738

Eremo di Montesiepi:

aperto tutti i giorni dalle 9 al tramonto; per info +39 0577 756700

Come arrivare

qualche foto

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