Vacanze in Maremma

Fatti rapire dalla bellezza di una vacanza in Maremma, dalle spiagge ai parchi, dai borghi agli eventi più caratteristici. Avventurati con noi in Toscana.

Bagno Vignoni: cosa vedere

Tra le colline della Val d’Orcia, gironzolando fra acque termali, in un suggestivo itinerario verso il parco dei Mulini di Bagno Vignoni. Bagno Vignoni, cosa vedere in un giorno? Ve lo raccontiamo nelle prossime righe. Se ancora vi…

Tra le colline della Val d’Orcia, gironzolando fra acque termali, in un suggestivo itinerario verso il parco dei Mulini di Bagno Vignoni.

Bagno Vignoni, cosa vedere in un giorno? Ve lo raccontiamo nelle prossime righe.

Se ancora vi state chiedendo se merita una visita, dovete sapere che questo piccolo borgo medievale  è uno dei simboli della Val d’Orcia, una tappa quasi obbligata per il turismo termale e naturalistico lungo l’antica via Francigena.

I cipressi della Val d'Orcia

I cipressi della Val d’Orcia

Il minuscolo borgo prende vita intorno alla suggestiva Piazza delle Sorgenti  occupata interamente dalla piscina termale di BagnoVignoni, una grande vasca di acqua sulfurea, che negli anni è diventata un simbolo di questa zona e in diverse occasioni set cinematografico. Le caratteristiche stradine che circondano la piazza le regalano scorci e angolazioni da fotografare, di cui ovviamente la vasca è assoluta protagonista.

Nel cuore di Bagno Vignoni.

Nel cuore di Bagno Vignoni.

Non lontano dal centro abitato, ci si può avventurare lungo un breve sentiero che segue il corso delle acque che fuoriescono dalla vasca e si dirigono verso antichi bacini. I torrenti che scivolando lungo le pareti e i terreni rocciosi creano solchi e piccole cascate, delineando naturalmente un percorso che conduce verso il Parco dei Mulini di Bagno Vignoni.

I quattro mulini di epoca medievale si caratterizzano per due aspetti unici: non solo, infatti, non furono costruiti, bensì scavati interamente nella roccia, ma soprattutto erano gli unici in grado di lavorare anche in estate, quando i fiumi in secca impedivano il funzionamento delle altre costruzioni. Il Parco dei mulini di Bagno Vignoni vantava una posizione strategica: i suoi mulini erano infatti raggiunti e alimentati da una corrente termale costante, che non risentiva dell’avvento dell’estate. Unico inconveniente, la temperatura di circa 50° alla sorgente, con cui i lavoratori erano obbligati fare i conti.

Il Parco dei Mulini.

Il Parco dei Mulini.

Il sentiero di ritorno, più uniforme e meno impegnativo, riporta il visitatore nei pressi della piazza, lasciandolo libero di rilassarsi e godersi un bagno in una delle strutture termali attrezzate di Bagno Vignoni. Oltre il Parco dei Mulini ci sono anche delle vasche ad accesso libero, basti tener presente che le loro acque sono meno calde rispetto a quelle degli stabilimenti, a causa della maggiore distanza dalla sorgente. In entrambi i casi, è affascinante sapere che si sta beneficiando delle stesse acque scelte secoli fa anche da Lorenzo De’ Medici.

Relax nelle piscine termali dell’hotel.

Relax nelle piscine termali dell’hotel.

Perennemente avvolto dalla leggera nebbia che si alza dalla piscina termale di bagno Vignoni, il piccolo centro abitato è un luogo magico all’interno di un territorio già patrimonio UNESCO. Un borgo unico nel suo genere, che insieme a Bagni San Filippo si può definire un gioiello della Val d’Orcia terme

Una visita a Vignoni Alto completa il tour: il borgo dista pochi minuti in auto dall’area termale ed è raggiungibile anche a piedi percorrendo la Via Francigena. Il castello e la torre dominano la valle e regalano una vista impareggiabile sulla campagna, un panorama mozzafiato a cui la bellissima e iconica porta medievale fa da cornice.

Bagno Vignoni, cosa vedere, info utili:

L’ingresso al Parco dei Mulini di bagno Vignoni è gratuito.

Come arrivare

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Cosa visitare a Grosseto in un giorno

Dagli antichi bastioni alla night-life, vi elenchiamo, a Grosseto, i luoghi da visitare per conoscere questa piccola città Toscana. Seguendo i nostri consigli trascorrerete una giornata in equilibrio fra shopping e cultura nel cuore…

Dagli antichi bastioni alla night-life, vi elenchiamo, a Grosseto, i luoghi da visitare per conoscere questa piccola città Toscana.

Seguendo i nostri consigli trascorrerete una giornata in equilibrio fra shopping e cultura nel cuore della Maremma

Se vi state chiedendo cosa visitare a Grosseto, leggete le prossime righe con attenzione!

Il corso di Grosseto

Il corso di Grosseto

Raccolta all’interno di antiche mura medievali, Grosseto è il capoluogo e il più importante centrodella Maremma per attività di interesse culturale e per lo shopping. La città si trova a pochi chilometri da Castiglione della Pescaia e dalla costa, e un tour del centro storico permette di visitarla in giornata.

Si parte da Porta Nuova, punto d’inizio di Corso Carducci: è la via principale del centro, strada dello shopping cittadino che tra negozi e attività storiche conduce fino a Piazza Dante, meglio nota col suggestivo nome di Piazza delle Catene.

Un loggiato di portici delimita con eleganza una metà della piazza, e volge lo sguardo verso Palazzo Aldobrandeschi, sede della Provincia, e verso la navata del Duomo di San Lorenzo. L’edificio è il monumento più importante della città, la cui facciata in marmo bianco e rosa si impone con delicatezza allo sguardo. Al centro della piazza, la statua del granduca Leopoldo II di Lorena commemora la bonifica dell’area e la sconfitta della malaria avvenute nel 1846.

Ad eccezione di Corso Carducci, qualsiasi via si imbocchi dalla piazza conduce nel quadrilatero della night-life grossetana:  qui se vi chiedete cosa mangiare a Grosseto,  numerosi ristoranti e pizzerie popolano Via Ricasoli e Via San Martino, mentre caffè, pub e lounge bar si trovano in Piazza Mensini e Piazza del Sale. Quest’ultima è una tappa obbligata per chiunque voglia salire sulle mura antiche a passeggiare lungo i bastioni, un’ottima attività se state pensando a cosa fare a Grosseto con i bambini, oppure scendere sottoterra e attraversare un sotterraneo che sbuca nei celebri giardini di via Ximenes, tragicamente legati al bombardamento avvenuto il Lunedì di Pasqua del ’43 durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il Cassero Senese

Il Cassero Senese

Se il tempo lo permette, Grosseto e dintorni offrono numerose esperienze outdoor; l’area archeologica di Roselle è un percorso nella storia più antica della zona, mentre il Parco Naturale della Maremma si estende per ettari lungo la costa e suscita uguale meraviglia in chi cerca il relax e chi l’avventura.

E se la giornata è grigia e piovosa,  i centri commerciali Maremà e Aurelia Antica offrono riparo e passatempi per grandi e piccini.

Cosa visitare a Grosseto: cultura, intrattenimento e appuntamenti

  • Museo Archeologico e d’Arte della Maremma – Piazza Beccarini, 3
  • Museo di Storia Naturale della Maremma – Strada Corsini, 5
  • Chiesa di S. Francesco + Giardino dell’Archeologia – Piazza San Francesco, 2
  • Teatro degli Industri – Via G. Mazzini, 89
  • Teatro Moderno – Via Tripoli, 33
  • FAQ – live club, musica dal vivo
  • Mercato locale – tutti i giovedì nelle vie del centro storico
  • Fiera del Madonnino – fine aprile, Loc. Madonnino (Braccagni)
  • Locanda de’ Medici – ristorante tipico, Piazza del Popolo, 5

Come arrivare

 

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San Galgano e Montesiepi: la leggenda della vera spada nella roccia

San Galgano: sulle tracce del cavaliere che conficcò la spada nella roccia. Una breve escursione tra storia e mito, visitando la Toscana delle leggende. Un itinerario semplice ma carico di…

San Galgano: sulle tracce del cavaliere che conficcò la spada nella roccia. Una breve escursione tra storia e mito, visitando la Toscana delle leggende.

Un itinerario semplice ma carico di fascino e di mistero ha inizio con il breve sentiero che conduce dall’Abbazia di San Galgano all’Eremo di Montesiepi, dove un’autentica spada nella roccia giace da 900 anni.

il sentiero per arrivare all'Abbazia

Il sentiero per arrivare all’Abbazia

Sono molte le particolarità di quest’area, che merita una mezza giornata di escursione.

Si comincia dall’Abbazia. Dopo aver lasciato la macchina nel vicino parcheggio gratuito, il percorso ad anello inizia con una strada di campagna e un largo viale di cipressi, che conducono ad una costruzione unica; la chiesa, sconsacrata da molto tempo, è un ponte tra cielo e terra: rimasta senza il tetto e senza pavimentazione, sembra sorgere da sempre in quel luogo, raccontando silenziosamente la sua storia ed emanando un’aura di magia che è difficile ignorare.

Persino i bambini, giocando a nascondino tra le antiche colonne, si lasciano trasportare dal fascino dell’Abbazia.

Osservare il cielo attraverso il rosone.

Osservare il cielo attraverso il rosone.

La campagna circostante, tranquilla, invita a passeggiare nei dintorni dell’edificio, prendendosi un momento ancora per guardarsi intorno; non passa inosservata la costruzione che si trova in posizione sopraelevata a poca distanza dal sito. Un cartello indica un sentiero che conduce all’Eremo di Montesiepi. È un piccolo trekking che impegna non più di 15 min., e la scoperta vale la passeggiata.

L’Eremo di Montesiepi e la Rotonda

L’Eremo di Montesiepi e la Rotonda

La Cappella (o Rotonda) è ad ingresso gratuito e conserva un’arma unica, di grande valore storico, che sembra emergere dalla leggenda: posta sotto vetro per preservarla dagli agenti atmosferici, una spada conficcata in uno sperone di roccia pare attendere il ritorno di Re Artù.

Un’Excalibur Made in Tuscany; c’è chi ipotizza che sia stata questa spada, autentica e datata alla prima metà del 1100, ad ispirare il ciclo arturiano.

Ma a chi appartenne? Galgano Guidotti, nato nel vicino borgo di Chiusdino, era un cavaliere dissoluto che, dopo aver avuto una visione di San Michele, abbandonò i suoi possedimenti e piantò la spada nel terreno, intenzionato a non usarla mai più. Dove sorgeva la sua capanna oggi sorge la cappella, e la spada nella roccia non fu mai più toccata.

L’autentica spada nella roccia

L’autentica spada nella roccia

Per concludere l’itinerario, si può riprendere la macchina chiudendo così il percorso ad anello, e in pochi minuti arrivare a visitare Chiusdino, dove sono conservate le reliquie del santo, tra cui una roccia caratterizzata dai segni che il cavallo di Galgano lasciò inginocchiandosi all’apparire di San Michele.

Una chicca che non molti conoscono: a pochi minuti in auto dall’Abbazia e da Chiusdino si trova il Mulino delle Pile, ovvero l’originale Mulino Bianco! Oggi è un agriturismo, ma è anche possibile fermarsi per fare un selfie col mulino più famoso d’Italia e forse del mondo.

Abbazia di San Galgano:

aperta tutti i giorni, l’orario varia in base al periodo

  • da NOVEMBRE a MARZO: 9 – 17:30
  • APRILE, MAGGIO e OTTOBRE: 9 – 18
  • GIUGNO e SETTEMBRE: 9 – 19
  • LUGLIO e AGOSTO: 9 – 20

Il prezzo del biglietto è di €4,00 intero e €3,00 ridotto (minorenni, over 65, studenti, gruppi da 20 persone o famiglie da almeno 4 componenti). Per info: +39 0577 756738

Eremo di Montesiepi:

aperto tutti i giorni dalle 9 al tramonto; per info +39 0577 756700

Come arrivare

qualche foto

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Il Giardino dei Tarocchi: una meraviglia tra sogno e realtà

Il Giardino dei Tarocchi, un parco popolato da statue esoteriche dai colori sgargianti, immerso nell’incanto della maremma grossetana a soli 10 minuti dal mare di Capalbio Chi ha visitato e…

Il Giardino dei Tarocchi, un parco popolato da statue esoteriche dai colori sgargianti, immerso nell’incanto della maremma grossetana a soli 10 minuti dal mare di Capalbio

Chi ha visitato e apprezzato il Parque Guell di Gaudì a Barcellona o il più vicino Parco dei Mostri di Bomarzo sarà lieto di sapere che esiste un altro parco, e si trova in Toscana: sperduto nell’infinito orizzonte della Maremma Toscana, Il Giardino dei Tarocchi riluce di statue, specchi e mosaici.

Nato da un sogno impossibile di Niki de Saint Phalle, il Giardino è una meta turistica di grande successo, adatto a grandi e piccini. Ma attenzione: è aperto solo mezza giornata, da aprile a ottobre.

Alcune delle sculture al suo interno

Alcune delle sculture al suo interno

Sono ventidue le grandi statue che si nascondono nella fitta vegetazione del parco, tutte ispirate alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi. Alcune, come la Papessa e il Mago, si ergono senza timidezza già dalla piazza centrale, altre devono essere scoperte addentrandosi nei due suggestivi ettari di terreno che fanno da cornice al tutto. Altre ancora hanno avuto la funzione di vere e proprie abitazioni per i costruttori che si sono susseguiti – Niki compresa, ovviamente.

Sono composte da acciaio e cemento e ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate. Il senso che pervade durante la visita è di assoluto incantesimo, mistero, esoterismo

Le sculture

Le sculture

Niki ha dedicato al Giardino tutte le energie possibili. La costruzione ha avuto inizio nel 1977, proseguendo per più di diciassette anni. In moltissimi hanno reso possibile la sua realizzazione tra addetti ai lavori, un’equipe di nomi famosi dell’arte e cittadini entusiasti del progetto.

La forza

La forza

Nel 1997 Niki de Saint Phalle ha costituito la Fondazione Il Giardino dei Tarocchi con lo scopo di preservare e mantenere l’opera da lei realizzata. Il 15 maggio 1998 il Giardino dei Tarocchi è stato aperto al pubblico; tuttavia visitando il parco si nota che non sono stati terminati alcuni interventi e che una statua è incompiuta: ciò a causa della scomparsa dell’artista nel 2002.

Una sua curiosa volontà è l’assoluto divieto di vistare il parco accompagnati da una guida, così da lasciare libera interpretazione a ciascun visitatore.

Il modo migliore per riflettere sulle sculture e i loro misteri è senz’altro davanti ad un buon bicchiere di vino toscano bevuto in una terrazza di Capalbio, ammirando il tramonto, le case colorate e l’orizzonte, e portando ancora con sé un po’ della magia del Giardino

Una vista panoramica dal paese di Capalbio

Una vista panoramica dal paese di Capalbio

Orari di apertura

Dal 1 aprile al 15 ottobre ,Lun-Dom dalle 14:30 alle 19:30

Ingresso

Biglietto intero € 12,00, ridotto € 7,00

Ingresso gratuito per bambini con età inferiore a 7 anni e persone disabili

Mappa interattiva del parco

Come arrivare

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Roselle, il fascino archeologico di una passeggiata nel tempo

Roselle: percorsi di un sito archeologico sconosciuto ai più. Un tuffo nel passato a soli 20 minuti dal mare di Castiglione della Pescaia “Una solitudine selvaggia di pietre e di cespugli spinose – tana della volpe e del cinghiale, del serpe e della lucertola – visitata solo dal mandriano e dal pastore…” così George Dennis, diplomatico ed erudito inglese del XIX secolo, descrisse la cittadina di Roselle in occasione di una visita in Maremma. Roselle conserva ancora un fascino selvaggio e d’altri tempi, a cui si…

Roselle: percorsi di un sito archeologico sconosciuto ai più. Un tuffo nel passato a soli 20 minuti dal mare di Castiglione della Pescaia

“Una solitudine selvaggia di pietre e di cespugli spinose – tana della volpe e del cinghiale, del serpe e della lucertola – visitata solo dal mandriano e dal pastore…” così George Dennis, diplomatico ed erudito inglese del XIX secolo, descrisse la cittadina di Roselle in occasione di una visita in Maremma.

Roselle conserva ancora un fascino selvaggio e d’altri tempi, a cui si aggiunge l’interesse storico della vicina Area archeologica (MiBAC). Sotto la gestione del Polo Museale della Toscana, il sito è semplice da raggiungere, distante solo una decina di chilometri da Grosseto lungo la statale per Siena. Il percorso all’interno è di circa 2 km e svela i resti delle civiltà che fin dalla Preistoria hanno frequentato queste terre: le visite guidate con esperti del territorio e le escursioni che vi si possono fare rappresentano un must do per gli amanti di archeologia.

Roselle, area archeologica

Roselle, area archeologica

È a partire dal VII secolo a.C. che si riscontrano tracce di civiltà stabili: i colli di Roselle e Vetulonia dominavano la valle da una posizione strategica, dove la presenza del fiume Ombrone rappresentò un’opportunità di commercio con la Val d’Orcia e la parte più interna dell’Etruria.

Roselle, area archeologica

Roselle, area archeologica

Dalla sua altura, Roselle è stata testimone di importanti cambiamenti. Dove ora si estende la valle, un tempo vi erano acqua e lagune: il lago Prile è oggi solo un ricordo; soggetto a opere di bonifica, dello specchio d’acqua resta un riflesso nella memoria di Roselle. 

L'area archeologica vista dall'alto

L’area archeologica vista dall’alto

Ma di un passato ancora più remoto rimangono invece numerose tracce: il principale complesso museale e le mura di terrazzamento percorribili raccontano di quando la zona era una delle più importanti città etrusche. Passeggiando in cima a queste antiche costruzioni, lo sguardo domina la campagna e il panorama: è un regalo al visitatore, che si trova improvvisamente trasportato indietro nel tempo e nella storia, lontano da un presente frenetico e sotto un cielo che sembra ancora appartenere ad altri tempi.

Roselle, area archeologica

Roselle, area archeologica

Colonizzata in età imperiale, a Roselle i romani hanno lasciato in eredità un importante primato: qui, infatti, sorge il più antico stabilimento termale della Maremma.  Ma nel Medioevo, l’abbandono. La diocesi fu spostata a Grosseto, e Roselle si trasformò, giorno dopo giorno, nel sito archeologico che è oggi.

Particolare di una pavimentazione

Particolare di una pavimentazione

Al termine della passeggiata nel tempo e nella natura è possibile trascorrere una piacevole serata nella vicina Cava di Roselle; si tratta di una cava dismessa che ospita un bellissimo giardino sede di feste ed eventi, dalla cui terrazza si può godere di un panorama mozzafiato sulla Maremma.

Area archeologica 

Aperto tutti i giorni secondo l’orario stagionale. Per informazioni: 0564-402403 / +39 335-1450361

Cava di Roselle

Per informazioni: +39 348-4800409 / info@cavaroselle.net

Dove dormire

Puntala Camp & Resort

Come arrivare 

 

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Sassetta: natura, terme e relax

Sassetta è una storia di pietre e acque termali nel cuore della Val di Cornia, una meta da scoprire tra una passeggiata nel borgo e un bagno di benessere. Lasciandosi…

Sassetta è una storia di pietre e acque termali nel cuore della Val di Cornia, una meta da scoprire tra una passeggiata nel borgo e un bagno di benessere.

Lasciandosi alle spalle gli orizzonti di mare che sfiorano San Vincenzo, lo sguardo si perde oltre le colline verdi che racchiudono lo spirito autentico della Maremma. Sassetta è posta là, dove si domina la vallata, immersa nel silenzio di una Toscana che ha conservato i ritmi di una volta, quelli lenti e selvaggi che raccontano un rapporto schietto e armonico tra uomo e natura.

Sassetta: vista panoramica del borgo

Sassetta: vista panoramica del borgo

Una volta arrivati a Sassetta il mare è ormai lontano, distante una ventina di minuti in auto dalla costa di San Vincenzo e da Marina di Castagneto Carducci, e un’aria diversa inonda il visitatore. È un’atmosfera fresca, fatta di genuinità e bellezza.

Tanto affascinante e rilassante in superficie quanto ricca e attiva sotto terra: a Sassetta si estrae il marmo rosso, pietra che scultori e scalpellini da sempre modellano per arricchire chiese, dimore ed edifici, così come le stesse strade del borgo. Questa opere, che dal rosso sfumano verso il rosa, si lasciano ammirare passeggiando tra le case in pietra, suggestive abitazioni di una volta.

Uno dei primi scorci appena entrati nel borgo di Sassetta.

Uno dei primi scorci appena entrati nel borgo di Sassetta.

Le colline marmoree di Sassetta custodiscono una storia antichissima, rintracciata grazie alla presenza delle numerose ammoniti, conchiglie fossili di animali invertebrati che risalgono al Cretaceo.

Ma le viscere di questa terra non hanno dato origine soltanto al pregiato marmo rosso: il sottosuolo ribolle e porta in superficie il suo calore tramite sorgenti di acqua termale. Dopo un’interessante visita del centro storico, non c’è niente di meglio che immergersi nelle acque rigeneranti, note da sempre per la loro azione sul relax e sul benessere

Relax e natura alle terme

Relax e natura alle terme

Non lontano dal borgo, appena una decina di minuti in macchina, incastonato nella natura incontaminata del parco di Poggio Neri, si trova lo stabilimento termale e l’azienda agricola “La Cerreta”, riunite in un unico organismo biodinamico. Un podere lontano dai ritmi frenetici della quotidianità, dove soddisfare tutti e cinque i sensi: abbandonandosi alla calma nelle terme e gustando prodotti genuini, rigenerandosi a contatto con la natura e i suoi placidi paesaggi, facendo esperienza diretta della vita da fattoria e dei suoi animali.

Cosa fare a Sassetta in breve:

  • Passeggiare tra le strade del borgo e godersi i suoi panorami;
  • Visitare la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo e la rassegna permanente d’arte sacra;
  • Visitare il Museo del Bosco e intraprendere il percorso botanico e la via del carbone, che corrisponde al sentiero 102 intorno al vicino Monte Bufalaio;
  • Conoscere l’arte di Sassetta attraverso i percorsi allestiti nel centro storico e nel bosco, con le opere delle diverse edizioni del Simposio di Scultura;

Fare escursioni nel parco forestale di Poggio Neri: la rigogliosa area naturale che lambisce Sassetta, caratterizzata dalla presenza del castagno, è attraversata da sentieri trekking e per passeggiate a cavallo.

Percorso botanico Sassetta, scarica la traccia gpx

Informazioni utili:

Terme di Sassetta

Comune di Sassetta

Dover dormire: Puntala Camp & resort

Come arrivare:

Qualche foto
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Il Parco delle Biancane o la Valle del Diavolo?

Soffioni! Bulicami! Putizze! Mofete! Sembra l’incipit di un incantesimo stregato, e forse le streghe hanno davvero il loro bel da fare nella Valle del Diavolo! Ci troviamo vicino a Monterotondo…

Soffioni! Bulicami! Putizze! Mofete!

Sembra l’incipit di un incantesimo stregato, e forse le streghe hanno davvero il loro bel da fare nella Valle del Diavolo!

Ci troviamo vicino a Monterotondo Marittimo, nel Parco delle Biancane, un luogo dai contorni sinistri, dove i muri fumano e il bianco del terreno si confonde con vapori di zolfo e segreti. Un luogo dove l’acqua ribolle, i vapori caldi ti scottano il viso e ti sussurrano all’orecchio sibili strani, quasi richiami infernali, e il terreno è adesso bianco come la neve, o rosso intenso a ricordare il fuoco dell’inferno.

Vi consigliamo di visitarlo nel pieno giorno, all’imbrunire diventa un luogo spettrale.

Ma andiamo con ordine.

Per trovare il Parco delle Biancane dovrete dirigervi verso Monterotondo, un piccolo paesino dell’entroterra della Maremma Toscana, e prendere come riferimento la strada che conduce al villaggio dei Lagoni: all’incrocio troverete le indicazioni per il parco.

Le indicazioni per arrivare all’entrata del sito geologico

Ed ecco che passata la prima curva i muri inizieranno a fumare e alla vista apparirà il Lagone Cerchiaio con i suoi affluenti infernali che portano acqua calda.

Canalette di acqua calda

Se vi addentrate nel percorso, arrivati al piazzale, accedete alle scalette e troverete la sorgente di Chiorba, dove l’acqua ha una temperatura di “solo” 50 gradi. Proseguite in salita ed ecco le putizze e le fumarole che si presentano ai vostri occhi.

A proposito, ancora non vi abbiamo chiarito il significato della formula magica “stregata”:

  • Putizze: emanazioni di vapore ricche di idrogeno solforato
  • Soffioni: getti di vapore dal terreno asciutto
  • Bulicami: raccolte fangose in continuo ribollimento dovuto ai gas endogeni
  • Mofete: emanazioni di anidride carbonica gorgoglianti in acqua

La laguna naturale

Proseguite nel tragitto fra le putizze e vedrete il terreno cambiare colore dal rosso intenso, al giallo ocra per finire con un bianco luminoso.

La vegetazione? Piccole piante che si sono adattate al clima stravolgendo misteriosamente la loro natura originaria. Da qui in 10 minuti potrete raggiungere la parte alta del Parco delle Biancane, da dove nelle giornate terse, potrete vedere la costa da Piombino a Punta Ala.

La costa vista dal Parco

La vista sul paesino di Monterotondo

A questo punto non vi resta che perdervi nei boschi intorno al Parco, i percorsi trekking sono numerosi e con diversi livelli di difficoltà. E se mentre camminate sentite rumori sinistri, sibili e sbuffi caldi– attenti che le streghe non vi stiano facendo uno dei loro scherzetti!

Qui trovate la mappa del percorso, ma potete reperire maggiori informazioni nel sito ufficiale del turismo del comune di Monterotondo Marittimo.

Il percorso delle biancane

Dove dormire

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Cosa vedere a Scarlino, il Borgo medievale in Maremma

Scarlino è un piccolo borgo medievale arroccato sul Monte d’Alma a 250 mt sul mare e la sua estensione tocca i comuni di Castiglione della Pescaia, Massa Marittima e Gavorrano….

Scarlino è un piccolo borgo medievale arroccato sul Monte d’Alma a 250 mt sul mare e la sua estensione tocca i comuni di Castiglione della Pescaia, Massa Marittima e Gavorrano.

Questo piccolo comune della Maremma Toscana merita sicuramente una visita per l’atmosfera intima che vi avvolge passeggiando nei suoi vicoli stretti, e per l’aria Medievale che si respira camminando dentro le sue mura.

Il simbolo del paese, che troverete in ogni foto che lo rappresenta, è la Rocca Pisana,  le cui prime origini sono state datate intorno al X secolo d.C. e da cui si può ammirare uno splendido panorama che spazia su tutto il golfo di Follonica.

La Rocca Pisana

La Rocca Pisana

Scarlino è ricca di testimonianze architettoniche storiche, che si affiancano a piccoli ristorantini dove assaggiare la tipica cucina Maremmana, ed è inoltre dotato di un moderno porto turistico: la Marina di Scarlino. La Marina deriva dall’antico “Portus Scabris”, scalo dedito al commercio del minerale ferroso dell’isola d’Elba, vino, olio e vasellame fin dall’epoca Romana.

Una giornata a Scarlino

Pensate a una giornata ventosa, o ad una di quelle con una pioggerellina uggiosa, persino in piena estate. Avete voglia di fare qualcosa di diverso e non vi va di andare al mare. Ecco cosa potete fare nei dintorni di Scarlino:

  • Kite Surf: la spiaggia del Surf Relax, al Puntone di Scarlino è quello che fa per voi. Potete avvicinarvi a questo sport prendendo una lezione privata o noleggiando l’attrezzatura della scuola.
  • Una visita al paese e alla sua rocca. Perdetevi nei vicoli stretti e pieni di fiori o fate due chiacchiere con gli abitanti del paese. Prendetevi del tempo per ascoltare i loro aneddoti che raccontano di un borgo antico perso nel tempo
  • Visitate la spiaggia di Cala Violina. Sapete che è possibile andarci anche a cavallo?
  • E se ancora non ne avete abbastanza, perchè non fermarsi alla Marina di Scarlino per un lungo aperitivo al tramonto sul porto?

Come arrivare

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Escursione a Pianosa: come arrivare e cosa vedere

L’isola di Pianosa, o Planasia, è più rinomata per aver detenuto Sandro Pertini che per la sua selvaggia bellezza. Raggiungibile sia da Piombino che da Marina di Campo in qualche…

L’isola di Pianosa, o Planasia, è più rinomata per aver detenuto Sandro Pertini che per la sua selvaggia bellezza. Raggiungibile sia da Piombino che da Marina di Campo in qualche ora di nave, siamo sicuri vi sorprenderà per i suoi colori accesi e i grandi silenzi interrotti solo dallo stridere dei gabbiani.

La sua storia è millenaria. Sull’isola troverete i resti di un’antica villa Romana dove venne esiliato uno dei figli illegittimi dell’imperatore Augusto, Marco Agrippa. Per lui venne costruita una villa a picco sul mare e degli ambienti termali marini dove il giovane romano amava passare il tempo pescando e giocando ad impersonare il dio Nettuno. Ai resti della villa si aggiungono le catacombe risalenti alla fine del IV secolo d.C., testimonianza degli insediamenti di varie comunità Cristiane nell’isola. E se ancora la vostra sete di storia non è stata soddisfatta, troverete anche un carcere abbandonato ormai dall’agosto del 1998, le cui mura perimetrali a picco sul mare nascondono i segreti di innumerevoli vite spese al suo interno.

Il palazzo della Specola e il piccolo porticciolo.

Come arrivare:

E’ possibile visitare Pianosa partendo da Piombino con la compagnia di navigazione Toremar, o con un vettore privato, le imbarcazioni Acquavision. La partenza è generalmente prevista il mattino presto con rientro nel pomeriggio. E se Pianosa vi ha così affascinato da non voler più andare via, potrete concedervi una notte sotto le stelle e nel silenzio più completo dormendo all’Hotel Milena. Le undici camere di questo essenziale albergo sono gestite da ex detenuti o cooperative di recupero, che vi accoglieranno con un sorriso.

L’acqua cristallina che vi accoglie all’arrivo nel punto di attracco.

Cosa vedere:

  • Le catacombe: utilizzate come luogo di sepoltura dalle prime comunità cristiane, sono costituite da un labirinto di gallerie nelle quali sono scavati loculi di varie dimensioni. Nell’ottocento vennero profanate e destinate ad uso cantina vinicola, prima, e rete fognaria poi. Una piccola parte è stata recentemente restaurata ed aperta al pubblico
  • L’ex colonia penale agricola: è possibile addentrarsi all’interno del muro perimetrale che circonda il carcere solo prenotando un’escursione guidata a cavallo o in minibus. La colonia penale di Pianosa venne istituita nel 1893 fino a diventare carcere di massima sicurezza in tempi relativamente moderni. Venne definitivamente chiusa nell’agosto del 1998.
  • La spiaggia di Cala Giovanna: sabbia bianca caraibica e una moltituidine di pesci che si avvicinano senza paura. Questa è l’unica area balneabile e liberamente accessibile di Pianosa.
  • I bagni di Agrippa: i resti termali di un’antica villa romana del I secolo a.C., resa celebre perchè luogo d’esilio di Agrippa, pupillo dell’imperatore Augusto.
  • Il piccolo paese: la piazzetta della posta, la foresteria, la casa dell’Agronomo e quella del Ragioniere, il molo d’attracco del traghetto della Toremar, il campo da calcetto, il tennis, i giochi per i bimbi, la verde villa Literno, la scuola. Tutti edifici che ci parlano di una comunità che qui ha vissuto dalla metà dell’ottocento fino al 1998.

E’ inoltre possibile effettuare trekking naturalistici a piedi o in bicicletta alla scoperta della parte più selvaggia dell’isola. Ogni visita guidata è prenotabile presso la Casa del Parco, che troverete vicino al molo di attracco.

Quando andare:

Da Giugno a Settembre inoltrato con il vettore Acquavision, nei restanti mesi dell’anno con la compagnia Toremar.

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Una Passeggiata a Cavallo sulla Spiaggia di Cala Violina

Una passeggiata a cavallo sulla spiaggia  è il sogno di ogni cavaliere o amazzone, esperto o amatoriale. Se poi si aggiunge una location da fiaba come Cala Violina, le emozioni…

Una passeggiata a cavallo sulla spiaggia  è il sogno di ogni cavaliere o amazzone, esperto o amatoriale.

Se poi si aggiunge una location da fiaba come Cala Violina, le emozioni che si possono provare sono infinite. Siamo partiti molto presto in una calda mattina d’autunno dal centro equestre Cala Violina Cavallo Avventura, a poche centinaia di metri dal Puntala Camp and Resort .  Davide, il proprietario, e i suoi bellissimi cavalli (un incrocio fra appaloosa e criollo) erano già lì ad aspettarci, per partire alla volta di Cala Violina.

Dopo un’ora di cammino fra passo e trotto immersi nella macchia mediterranea alla vista ci appare la magnifica spiaggia di Cala Violina, rinomata in tutta la Maremma Toscana per la sua sabbia chiara e il mare cristallino.

Erano le nove del mattino, regnava il silenzio interrotto solo dal rumore delle onde del mare, e la tentazione di entrare in acqua è stata fortissima. Ed eccoci tutti, umani e animali compresi, a rinfrescarci nel mare limpido,  a ridere e scherzare come se fossimo tornati bambini. Ci guardiamo intorno, non c’è nessuno. Una rapida occhiata con Davide basta a dare il via ad una delle galoppate sulla riva più emozionanti della nostra vita. Finalmente appagati, felici e rilassati, ci avviamo verso il rientro, non senza aver percorso alcuni dei sentieri panoramici a strapiombo sul mare che circondano il PuntAla Camp and Resort. Un’esperienza da rifare!

Video – Passeggiata a cavallo sulla spiaggia 
Le foto

Al mattino, poco dopo l'alba, nei pressi del parcheggio di Cala Violina

Al mattino, poco dopo l’alba, nei pressi del parcheggio di Cala Violina

L'arrivo alla spiaggia di Cala Violina

L’arrivo alla spiaggia di Cala Violina

Finalmente in acqua

Finalmente in acqua

Davide e lo staff di Cala Violina Cavallo Avventura

Davide e lo staff di Cala Violina Cavallo Avventura

I cavalli: docili e ben tenuti

I cavalli: docili e ben tenuti

Il sogno: galoppare sulla spiaggia

Il sogno: galoppare sulla spiaggia

Galoppare nell'acqua

Galoppare nell’acqua

I cavalli di Davide sono davvero docili e tranquilli

I cavalli di Davide sono davvero docili e tranquilli

Il panorama che si può vedere dai sentieri che circondano il PuntAla Camp and Resort

Il panorama che si può vedere dai sentieri che circondano il PuntAla Camp and Resort

Dove trovare Cala Violina Cavallo Avventura

 

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