Tra immagini e parole: per conoscere la Maremma, la sua storia, i luoghi e la natura.

Baracchino di Rodano, mangiare locale, mangiare in famiglia

Il ristoro giusto sulla strada tra Punta Ala e Scarlino dove gustare i sapori della Maremma. Cucina: tradizione contadina toscana Prodotti: salumi, formaggi, verdure locali sottolio Fascia di prezzo: €15…

Il ristoro giusto sulla strada tra Punta Ala e Scarlino dove gustare i sapori della Maremma.

  • Cucina: tradizione contadina toscana
  • Prodotti: salumi, formaggi, verdure locali sottolio
  • Fascia di prezzo: €15 – €25
  • Orari di apertura: aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 20:00
  • Atmosfera: genuina

Difficile non notarlo. Lungo la via tra Punta Ala e Scarlino, tra insegne e fiori sgargianti, sorge il Baracchino di Rodano, tappa culinaria per moltissimi nuovi e vecchi frequentatori della Maremma, alcuni dei quali fedeli da almeno trent’anni.

I taglieri

I taglieri

Lontano anni luce dalle promesse del design dell’arredo e dai menu ammiccanti, qui è tutto sincero e autentico. Gli scaffali mettono in mostra i prodotti tipici della zona, in gran parte della azienda agricola di famiglia o provenienti da produzioni locali.

Grande la varietà di salumi e formaggi. La scelta di sottoli e sottaceti di finocchio, cavolo, zucchine e fave sono un altro pezzo con il quale arricchire i taglieri misti. Basta (almeno) un bicchiere di vino e il gioco è fatto. Per gli stomaci più esigenti, un buon finale con torta alla ricotta, una loro specialità.

La torta di ricotta

La torta di ricotta

Al Baracchino di Rodano si respira aria di famiglia: quella che l’ha creato, quella delle persone che ci lavorano e degli stessi clienti. La storia inizia dal signor Vilio, contadino con 460 alberi di pesche e qualche mucca. Vendeva pesche e latte girando in moto nei paesi vicini.

Ma a un certo punto ha preso una decisione: “Apro il Baracchino, saranno i clienti a venir da me”. Da quel momento l’azienda agricola è cresciuta e sempre più è stata la varietà dei prodotti coltivati nei campi che circondano il Baracchino.

Formaggi locali

Formaggi locali

A continuare la tradizione di famiglia è stato il figlio con la moglie Marzia. Se entrate al Baracchino, con ogni probabilità troverete lei ad accogliervi e a scambiare battute e racconti con i propri affezionatissimi clienti, alcuni dei quali ritornano dopo anni per un saluto, per una degustazione, per rivedersi nell’album fotografico di cui Marzia e le sue colleghe vanno fiere.

Sì, perché spesso arriva il momento della foto con gli avventori che finisce stampata nell’album di “famiglia” del Baracchino di Rodano.

Agriristoro il Baracchino di Rodano .

Orari di apertura: tutti i giorni 08:30 – 20:00

Come arrivare

Nessun commento su Baracchino di Rodano, mangiare locale, mangiare in famiglia

Una passeggiata nella Riserva naturale della Diaccia Botrona, verso la Casa Rossa

Una Maremma paludosa fatta di canali navigabili e frequentata da uccelli migratori, dove una Riserva Naturale si apre ai piedi di una affascinante casa rossa, a Castiglione della Pescaia. Basta…

Una Maremma paludosa fatta di canali navigabili e frequentata da uccelli migratori, dove una Riserva Naturale si apre ai piedi di una affascinante casa rossa, a Castiglione della Pescaia.

Basta una passeggiata dal centro storico di Castiglione della Pescaia per trovarsi di fronte a due importanti icone del territorio: Casa Rossa Ximenes, porta d’ingresso della riserva naturale della Diaccia Botrona, della quale è anche il centro visite. L’area paludosa attorno si estende per più di mille ettari tra la spiaggia di Castiglione della Pescaia e Grosseto.

E’ considerata tra le più importanti zone umide d’Italia, ed è l’habitat di numerose specie faunistiche.
Prima di essere bonificata per le sue condizioni malsane, sulla palude si narravano numerose leggende: la più famosa racconta di una terribile strega che abitava la Diaccia Botrona, i cui occhi ardenti erano in grado di bruciare le persone con un solo sguardo.

La Diaccia Botrona

La Diaccia Botrona

La Casa Ximenes o Casa Rossa, a Castiglione della Pescaia, cattura l’attenzione fin da lontano, ergendosi tra i canali e la bassa vegetazione. Fu costruita nella seconda metà del ‘700 dall’ingegnere e monaco gesuita Leonardo Ximenes, il cui progetto di risanamento della palude si basava sulla convinzione che la malaria era causata dal mescolarsi delle acque dolci e salate; la Casa Rossa, per la sua posizione, era destinata ad essere il principale strumento per la bonifica delle acque, separando all’ingresso l’acqua dal mare da quella lacustre. La soluzione di Ximenes ovviamente non funzionò.

La colonia di fenicotteri rosa nella riserva

La colonia di fenicotteri rosa nella riserva

Oggi Casa Ximenes ospita il Museo Multimediale interattivo, che guida i visitatori alla scoperta della Diaccia Botrona con video, proiezioni e simulazioni immersive per osservare il volo degli uccelli.
L’intera riserva è meta di numerosi uccelli migratori, cosa che ne fa un paradiso per gli appassionati di birdwatching: oltre 200 specie si susseguono nel corso dell’anno, alcune delle quali nidificano nella zona; tra questi si possono scorgere il falco di palude, l’airone bianco, l’albanella reale e il falco pescatore

Oltre 200 specie di uccelli popolano la riserva

Oltre 200 specie di uccelli popolano la riserva

L’eccezionale biodiversità che si trova nella Riserva naturale della Diaccia Botrona ne fa un ambiente unico, meta ideale del turismo sostenibile, una tappa da non dimenticare se si visita la Maremma o si è appassionati di fotografia naturalistica. La riserva può essere visitata seguendo i percorsi di trekking o in bicicletta, con le visite guidate, oppure con un suggestivo tour della palude in barca.

Per info e prenotazioni:  0564.484581 – 0564.20298

Come arrivare

Nessun commento su Una passeggiata nella Riserva naturale della Diaccia Botrona, verso la Casa Rossa

Follonica, cosa vedere: MAGMA, il Museo delle Arti in Ghisa della Maremma

Alla scoperta di vecchi mestieri e luoghi rinnovati, in un percorso multimediale che si addentra nell’arte e nella storia dell’antica attività siderurgica di Follonica. Follonica, cosa vedere? A 20 minuti…

Alla scoperta di vecchi mestieri e luoghi rinnovati, in un percorso multimediale che si addentra nell’arte e nella storia dell’antica attività siderurgica di Follonica.

Follonica, cosa vedere?
A 20 minuti da Punta Ala, questa cittadina è nota principalmente come stazione balneare, per le spiagge, i ristorantini e le offerte a misura di bambino. Ma questa località non è solo mare e tintarella: nel cuore del suo centro abitato è custodita una storia fatta di passione e arte, quella legata all’industria siderurgica. Il MAGMA, l’innovativo Museo delle Arti in Ghisa della Maremma, tutt’oggi fa pulsare questo cuore.

Il museo racconta con un viaggio interattivo la storia tecnologica, la creatività e lo sforzo umano che che hanno sostenuto e alimentato l’attività siderurgica di Follonica, una narrazione che prende vita attraverso fotografie, sculture e proiezioni video che lo rendono adatto a grandi e piccini.

Video e filmati lungo il percorso raccontano la vita e i processi di produzione.

Video e filmati lungo il percorso raccontano la vita e i processi di produzione.

Il MAGMA è ospitato nello spazio ripristinato del Forno San Ferdinando, l’edificio più antico di Follonica, una vera e propria città nella città: è uno spazio dove storia e tradizioni centenarie si fondono con le nuove tecnologie e danno vita a un itinerario immersivo alla scoperta dei segreti dell’industria italiana del ferro, e degli antichi mestieri che vi ruotavano intorno.

In questo edificio di archeologia industriale è racchiusa, e riassunta, la storia della città di Follonica: dalla fonderia tra le paludi della Maremma al centro culturale di una comunità che è cresciuta intorno alle strutture e al lavoro dello stabilimento che oggi rappresenta l’area ex-ILVA. Il forno è il fulcro della storia, con i numerosi racconti di uomini che vi hanno lavorato e i manufatti che nel XIX secolo hanno reso famosa la produzione di ghisa di Follonica

Il cancello dell'ex-Ilva

Il cancello dell’ex-Ilva

Il MAGMA è una delle Porte di accesso al Parco Nazionale delle Colline Metallifere. Per entrare al museo e fondersi con la sua storia attraverso canali multimediali coinvolgenti si paga un biglietto di 5 euro, mentre i bambini sotto i 12 anni entrano gratuitamente.

Dopo la visita è impossibile non lasciarsi coinvolgere dalle strade costellate di negozi e ristoranti sul mare di Follonica, senza farsi mancare un po’ di relax in una delle sue spiagge di sabbia fine e mare trasparente.

Oltre a quelle del centro di Follonica, tra le più rinomate si annoverano la spiaggia di Carbonifera, che prende il nome dalla torre ottocentesca che svetta sul panorama e punto finale della ferrovia del carbone che un tempo percorreva tutta l’area delle Colline Metallifere, la spiaggia di Torre Mozza, ideale per lo snorkeling e la ancor più rilassante spiaggia di Pratoranieri.

Il museo MAGMA 

Follonica 

Come arrivare

Nessun commento su Follonica, cosa vedere: MAGMA, il Museo delle Arti in Ghisa della Maremma

L’isola di Capraia: cosa vedere nella perla dell’Arcipelago Toscano

Capraia e le spiagge: vi suggeriamo itinerari di trekking ed escursioni in barca per scoprire la natura incontaminata di questa meravigliosa isola. Delle sette perle del Tirreno tutelate dal Parco…

Capraia e le spiagge: vi suggeriamo itinerari di trekking ed escursioni in barca per scoprire la natura incontaminata di questa meravigliosa isola.

Delle sette perle del Tirreno tutelate dal Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, Capraia senz’altro ne è la più selvaggia e primo nucleo del parco stesso: dominata dalla macchia mediterranea, la sua scogliera vergine è interrotta solo da un piccolo paese con poche case e un porticciolo. La natura regna sovrana, ricchissima di una rara flora e fauna.

Capraia è stata a lungo e fino a poco tempo fa un’isola carceraria, fatto che ha limitato l’influenza umana e le speculazioni edilizie, e aumentando di conseguenza il fascino del luogo. Gli edifici dell’ex Colonia Penale oggi sono un patrimonio edilizio riconosciuto come “proprietà collettiva”, reso accessibile ai locali e ai turisti. La strada panoramica che parte dal porto permette di visitarla, costeggiando le acque cristalline del mare.

Edifici abbandonati dell’ex Colonia Penale.

Edifici abbandonati dell’ex Colonia Penale.

Agli amanti delle meraviglie marine, l’isola offre numerose esperienze: nei pressi del paese, quattro accessi al mare permettono le immersioni, e giornalmente partono dal porto escursioni in barca. Navigando intorno alla costa si visitano le falesie: si tratta di spettacolari grotte all’interno delle scogliere, che ospitano una ricca e varia fauna ittica, senza tralasciare, ovviamente, le soste per un bagno nelle cale più belle.

Ad un avventuriero che ama camminare, l’isola di Capraia e i trekking da fare in loco daranno molte soddisfazioni. Il suo lato più selvaggio si può esplorare percorrendo gli itinerari che partono dal paese, ognuno alla scoperta di un angolo di paradiso, sublimato da panorami dove lo sguardo può arrivare a scorgere nitidamente l’Isola d’Elba o la Corsica.

Corsica all’orizzonte.

Corsica all’orizzonte.

L’isola di Capraia, i trekking che si possono fare:

  • Cala dello Zurletto

Della durata di circa venti minuti di cammino, si tratta di una facilissima escursione che attraversa le essenze tipiche della macchia mediterranea. Dal centro del paese ci si dirige verso il Forte di San Giorgio, uno spettacolare castello a picco sul mare costruito nel 1540 dalla Repubblica di Genova. Proseguendo si costeggia l’elipista fino ad arrivare alla biforcazione del sentiero: svoltando a sinistra si arriva al Bellavista, un balcone naturale affacciato sulla scogliera, andando a destra ci si inerpica un po’ e si scende poi nella cala, dove fare anche un rigenerante bagno nelle acque verde-blu.

  • Ex Colonia Penale

Il percorso, di difficoltà intermedia, parte dal porto: passando accanto alla chiesa dell’Assunta, si lascia il centro abitato per salire lungo una strada prima asfaltata, poi sterrata ma ben visibile e larga. Salendo, le molte curve del sentiero riveleranno uno dopo l’altro magnifici scorci e panorami. In breve si raggiunge l’arco che dava l’accesso alla casa di pena e si incrociano gli edifici abbandonati della colonia; la tranquillità e i profumi del mare si contrappongono alle rovine del complesso e all’eco delle condanne. Sensazioni di libertà e reclusione si fondono in un’atmosfera unica e particolarissima. Lungo il percorso si possono avvistare varie specie avifaunistiche, ideale per gli amanti del birdwatching.

  • Punta dello Zenobito

Dal piazza del paese si costeggia la chiesa di San Nicola lasciandola sulla destra e si prende così l’antica mulattiera del 1545 che collegava il centro abitato con la Torre dello Zenobito. Si tratta di un itinerario impegnativo per la lunghezza, il dislivello in salita, la pressoché assente copertura arborea e il disconnesso tratto finale. Dopo circa tre ore di cammino si giunge alla Torre dello Zenobito, una torretta di avvistamento costruita nel 1545 sul camino di uno dei due antichi vulcani dell’isola. Ci si affaccia così sulla Cala Rossa, che deve il nome al colore della roccia vulcanica di cui è composta. Uno scenario mozzafiato sul mare e sui tempi che furono, racchiuso in una natura selvaggia e incredibile.

Itinerario A/R Cala dello Zurletto

Lunghezza percorso: circa 2.0 km

Dislivello in salita: 80 mt

Grado di difficoltà: facile

Tipologia di progressione: a piedi

Partenza: Google Maps

 

Itinerario A/R Ex Colonia Penale

Lunghezza percorso: circa 10.00 km

Dislivello in salita: 300 mt

Grado di difficoltà: medio

Tipologia di progressione: a piedi

Partenza: Google Maps

 

Itinerario A/R Punta dello Zenobito

Lunghezza percorso: circa 16 km

Dislivello in salita: 800 mt

Grado di difficoltà: impegnativo

Tipologia di progressione: a piedi

Partenza: Google Maps

Equipaggiamento consigliato: calzature da trekking, borraccia da almeno 1.5 lt, zaino di circa 20 litri di volume.

Siti utili:

http://www.islepark.it/

Nessun commento su L’isola di Capraia: cosa vedere nella perla dell’Arcipelago Toscano

Il Parco Archeominerario di San Silvestro

Il parco minerario di San Silvestro: un viaggio nelle viscere della montagna e nella vita dei minatori, alla scoperta della Val di Cornia. Il Parco archeominerario di San Silvestro sorge…

Il parco minerario di San Silvestro: un viaggio nelle viscere della montagna e nella vita dei minatori, alla scoperta della Val di Cornia.

Il Parco archeominerario di San Silvestro sorge nel cuore della Maremma livornese, accanto al grazioso borgo medievale di Campiglia Marittima. Con circa 450 ettari di estensione, è un’area naturale protetta che rientra nei parchi della Val di Cornia, volta a conservare e promuovere il castello medievale di Rocca San Silvestro, le miniere e la memoria del duro lavoro dei minatori, il tutto inserito in una cornice naturale con ampi panorami che giungono fino alla costa.

Il centro visite del Parco archeominerario di San Silvestro.

Il centro visite del Parco archeominerario di San Silvestro.

L’esperienza del parco inizia con la visita al Museo dell’Archeologia e dei Minerali, per proseguire accompagnati dalla guida nella Miniera del Temperino e giungere al Pozzo Earle dove si trovano i Musei delle Macchine Minerarie e dei Minatori.
Da qui ha inizio un vero e proprio viaggio sotterraneo al centro della terra; sempre accompagnati dalla guida e comodamente seduti su un trenino giallo, molto apprezzato dai bambini, si entra nella Galleria Lanzi-Temperino, scavata in tempi remoti dai minatori. Durante il tragitto, di circa 20 minuti, ci si addentra nella storia geologica e mineraria di questo luogo, immergendosi anche nelle storie di chi ha passato la vita a lavorare nel buio di queste gallerie.

All’interno della galleria.

All’interno della galleria.

Uscendo dalla montagna si raggiunge la valle dove spiccano i resti della Rocca di San Silvestro, raggiungibile a piedi dalla stazione del treno.
La rocca è una fortificazione costruita intorno all’anno 1000 d.C. sfruttando i giacimenti minerari di cui la zona disponeva largamente e per i quali era nota fin dai tempi degli Etruschi. Sorge a circa 330 metri di altezza sul monte Rombolo ed è un punto panoramico da cui si scorgono le vallate circostanti, la Torre di San Vincenzo e la Rocca di Campiglia. Posizionate strategicamente, le tre torri facevano parte della più ampia rete di comunicazione a scopi difensivi della Val di Cornia

La Rocca di San Silvestro.

La Rocca di San Silvestro.

La visita può proseguire a Campiglia Marittima, dove il Museo della Rocca, all’interno del complesso stesso della Rocca di Campiglia, racconta la storia del borgo e narra le leggende di cavalieri e aristocratici medievali.
La visita si arricchisce passeggiando tra gli affascinanti vicoli del centro storico, fermandosi a gustare piatti genuini in uno dei ristorantini di piazza della Repubblica, oppure si può scegliere di percorrere la Strada del Vino della Costa degli Etruschi: è il territorio che dà vita alla pregiata DOC Val di Cornia, una splendida campagna dove regnano vigne e uliveti costellati di fattorie ed aziende agricole produttrici di prodotti tipici e dell’olio EVO locale.

Cosa visitare e fare in breve al Parco archeominerario di San Silvestro e dintorni:

  • Rocca di San Silvestro.
  • Musei delle Macchine Minerarie e dei Minatori.
  • Museo dell’Archeologia e dei Minerali.
  • Miniera del Temperino.
  • Galleria Lanzi-Temperino.
  • Borgo di Campiglia Marittima e la rocca.
  • Strada del Vino della Costa degli Etruschi.

Parco archeominerario di San Silvestro

Gli orari variano secondo il periodo dell’anno e sono consultabili qui,

Come arrivare

 

Nessun commento su Il Parco Archeominerario di San Silvestro

Castiglioncello e mare: un tuffo alle spiagge bianche

Surf, diving e kitesurf nelle spiagge bianche di Rosignano Solvay, ma anche rilassante vita di mare sulla costa toscana culla dei Macchiaioli. Gioiellino della Maremma costiera e avamposto che apre…

Surf, diving e kitesurf nelle spiagge bianche di Rosignano Solvay, ma anche rilassante vita di mare sulla costa toscana culla dei Macchiaioli.

Gioiellino della Maremma costiera e avamposto che apre le porte alla splendida Costa degli Etruschi, il borgo di Castiglioncello con il suo mare regala scogliere e colline di macchia mediterranea, che non a caso furono ispirazione del movimento artistico più fervido dell’Ottocento, quello dei Macchiaioli. Per la sua bellezza ed esclusività, negli anni ‘60 questa zona fu frequentata anche da personaggi celebri come Alberto Sordi e Marcello Mastroianni, e prescelto come destinazione di Vittorio Gassman nel film “Il Sorpasso”.

Il Castello Pasquini

Il Castello Pasquini

Anche se la vostra meta è la Maremma meridionale e vi trovate nei pressi di Livorno per raggiungerla, d’obbligo è percorrere con l’auto la litoranea che diparte da Antignano: è la vecchia via Aurelia, i cui bellissimi panorami sulla costa vi accompagneranno a scoprire Castiglioncello, i suoi suggestivi dintorni e i tanti modi di vivere il mare.

Il Castello del Boccale

Il Castello del Boccale

Poco dopo l’inizio della strada litoranea, si staglia sulla destra la Torre di Calafuria; spettacolare avamposto a ridosso del mare, fu costruita nel Cinquecento e inserita nel sistema di fortificazioni lungo costa a difesa della città di Livorno. Del sistema difensivo fanno parte anche le vicine torri del Maroccone o del Diavolo, integrate oggi nel Castello del Boccale.

Per ammirarne appieno la bellezza è suggerito scendere sugli scogli adiacenti a Calafuria: sono blocchi di arenaria lavorati dal mare piuttosto piatti e agevoli, ottimi accessi per immergersi nell’intenso blu marino; queste acque riflettono in superficie scorci bellissimi e nascondono un mondo sommerso ricco di angoli altrettanto affascinanti e biodiversità, un vero paradiso per gli amanti del diving. Sotto la scogliera di Calafuria ci sono numerosi siti di immersioni accessibili direttamente da terra, e un’associazione offre escursioni subacquee guidate.

Surfisti nella baia del Quercetano

Surfisti nella baia del Quercetano

Arrivati a Castiglioncello si può godere della classica vita di mare fatta di bagni rinfrescanti, rilassanti letture sotto l’ombrellone o dentro la famosa pineta Marradi, aperitivi e ottime cene di pesce nei ristorantini del suo grazioso centro, da cui si vede ergersi l’ottocentesco edificio del Castello Pasquini; a questo si aggiunge la possibilità di praticare lo sport acquatico per eccellenza, il surf.

Nella baia del Quercetano, vicina al centro e spiaggia principale di Castiglioncello, si formano onde perfette per essere cavalcate; uno spot adatto a surfisti di livello intermedio ma anche ai neofiti, col supporto dei corsi che lo stabilimento balneare della baia offre, perfetto anche per gli amanti del SUP.

Le spiagge bianche di Rosignano Solvay e mare cristallino

Le spiagge bianche di Rosignano Solvay e mare cristallino

Se i boardsport acquatici sono la vostra passione, alle note spiagge bianche di Rosignano Solvay ci sono spesso condizioni ottimali per praticare kitesurf e windsurf. Si tratta di circa quattro chilometri di litorale sabbioso, dove la rena bianchissima crea un contrasto sorprendente con il colore del mare; si trovano nella frazione di Vada, poco a sud di Castiglioncello. Gli sport praticabili nella zona sono diversi e adatti a vari livelli, grazie anche alla presenza di corsi e istruttori per l’avviamento.

kitesurf

kitesurf

Che l’idea sia di una vacanza attiva o in totale relax, Castiglioncello e il suo mare  rappresentano un’ottima meta per soddisfare voglia di mare, svago e divertimento.

Cosa vedere e fare in breve a Castiglioncello e dintorni:

  • Torre di Calafuria: diving e aperitivo al tramonto al bar terrazzato accanto alla torre.
  • Castello del Boccale: fotografare il castello soprattutto in giornate in cui il mare è infuriato.
  • Castello Sonnino: lungo la litoranea in località Romito, ammirare il castello che si erge sul promontorio a picco sul mare, dove il barone Sidney Sonnino decise nell’Ottocento di installarvi la propria residenza.
  • Centro di Castiglioncello: prendere un gelato nella pineta Marradi, shopping nelle boutique, ottime pause del gusto a base di pesce nei molti ristoranti, una bella passeggiata sul lungomare Alberto Sordi.
  • Castello Pasquini: visita nel bel parco circostante e partecipazione ai tanti eventi culturali e artistici organizzati soprattutto nel periodo estivo.
  • Baia del Quercetano: surf e classica giornata di mare, adatta anche ai bambini.
  • Spiagge bianche: kitesurf, windsurf, passeggiata rilassante fuori stagione con il proprio fido (area spiaggia dedicata ai cani anche durante il periodo estivo).

Come arrivare

Nessun commento su Castiglioncello e mare: un tuffo alle spiagge bianche

Ristoranti di Follonica: a cena sulla spiaggia

Una cena di pesce sul lungomare di Follonica e una passeggiata sulla spiaggia, la conclusione perfetta di una giornata nella Maremma Toscana. Se cerchi dei ristoranti a Follonica non avrai…

Una cena di pesce sul lungomare di Follonica e una passeggiata sulla spiaggia, la conclusione perfetta di una giornata nella Maremma Toscana.

Se cerchi dei ristoranti a Follonica non avrai che l’imbarazzo della scelta: questa piccola cittadina è uno dei gioielli balneari della Maremma costiera, rinomata per la rena bianca, le acque cristalline e i sapori autentici del mare. A pochi chilometri da Punta Ala e da Castiglione della Pescaia, è la meta ideale per godersi una cena di pesce sul lungomare.

Lido balneare di Follonica

Lido balneare di Follonica

Numerosi ristorantini d’eccellenza si affacciano direttamente sulla spiaggia, locali dove l’aria salmastra riempie la stanza e accompagna i sapori di una cucina che racconta il territorio; la tradizione e l’atmosfera rilassante tipica delle località marittime si ritrovano all’Oscar Club, rinomato per la frittura, e presso La Baracca, che al gusto accompagna l’estetica di piatti allegri e colorati, con la possibilità di mangiare direttamente sulla sabbia.

Ristorante Oscar Club.

Ristorante Oscar Club.

Gourmet e romantico è invece il Relais Torre Mozza, antica e imponente dimora sul mare che regala un panorama inimitabile, dove lo sguardo spazia sul vasto specchio d’acqua blu che è il Tirreno.

Indiscussa conclusione della cena, una passeggiata sulla spiaggia al chiaro di luna, che regala un ultimo assaggio di mare prima del rientro alla base, con la sabbia che accarezza i piedi e il vento salato tra i capelli.

Tramonto sul mare.

Tramonto sul mare.

  • Oscar Club:

+39 0566-52588

  • La Baracca:

+39 0566-40750, +39 339-4661111

  • Relais Torre Mozza:

+39 0565-252102

Come arrivare

Nessun commento su Ristoranti di Follonica: a cena sulla spiaggia

Rocca di Frassinello, la cantina capolavoro di Renzo Piano

Vini d’eccellenza, panorami colorati e reperti di un’altra epoca in un unico percorso esperienziale, alla scoperta di questa cantina d’autore. Visitare la Cantina Rocca di Frassinello significa trascendere il concetto…

Vini d’eccellenza, panorami colorati e reperti di un’altra epoca in un unico percorso esperienziale, alla scoperta di questa cantina d’autore.

Visitare la Cantina Rocca di Frassinello significa trascendere il concetto di tour degustativo per entrare in una dimensione artistica e storica che si offre in un’esperienza a tutto tondo.
La struttura, ideata dal celebre architetto Renzo Piano, è immersa in quasi 90 ettari di splendidi vigneti ed è senza dubbio una delle più belle cantine d’autore della Maremma e della Toscana

Rocca di Frassinello

Rocca di Frassinello

Situata su una delle colline più alte di Gavorrano, Rocca di Frassinello domina il paesaggio viticolo circostante fino a catturare, all’orizzonte, uno scorcio di mare. I colori delle vigne fanno pregustare ai wine lovers il sapore di una Toscana autentica e rinomata, e la natura invita ad assaggiare i suoi frutti comodamente seduti all’aperto.

Gli eno-appassionati si diranno entusiasti di potersi addentrare nella ricca varietà vinicola della cantina: tra i celebri vitigni italiani coltivati spiccano il Sangioveto e il Vermentino, affiancati da particolarissimi e noti vitigni francesi: Merlot, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e Shiraz.

Vista sulla struttura di Renzo Piano e sulle vigne.

Vista sulla struttura di Renzo Piano e sulle vigne.

Per gli amanti di forme artistiche e architettoniche, invece, sarà un piacere poter ammirare la creazione di Renzo Piano, punta d’eccellenza tra gli architetti italiani. L’idea alla base della cantina è quella di una vera e propria opera d’arte monumentale, ma la sua vera attrazione è la sala centrale, cuore pulsante della produzione viticola dove sono custodite le botti in cui riposa il vino.

La Barricaia, questo il suo nome, è una stanza sotterranea coperta da un grande solaio che si regge senza il sostegno di alcuna colonna; i suoi gradoni discendenti ricordano un bellissimo auditorium o gli antichi anfiteatri della tradizione classica, e abbracciano i tavoli che vi possono essere sistemati per godersi una degustazione davvero unica. Altra particolarità è la cornice interna della sala, che permette ai visitatori più curiosi di vedere tutte le fasi e le funzioni del ciclo produttivo della cantina.

Una sala dove degustare un ottimo vino, in un'atmosfera magica.

Una sala dove degustare un ottimo vino, in un’atmosfera magica.

Ma la Rocca di Frassinello ospita anche meravigliosi pezzi di storia: ci si muove in una vera e propria sala espositiva, un piccolo museo che ospita reperti archeologici di grande valore, rinvenuti negli anni nell’adiacente sito etrusco.
Ai visitatori, la struttura offre la possibilità di scoprire i resti dell’antica necropoli etrusca in una mostra allestita dall’architetto Italo Rota, creatore del Padiglione del vino all’Expo e del Musée d’Orsay a Parigi.

Questa cantina d’autore ha saputo coniugare i già meravigliosi punti di forza del territorio in un’unica esperienza immersiva, un’occasione da non perdere per gli amanti del buon vino, dell’arte e dell’archeologia

Per info e prenotazioni di visite guidate:

telefono: +39056688400

Come arrivare:

Photo courtesy Cantina Rocca di Frassinello

 

Nessun commento su Rocca di Frassinello, la cantina capolavoro di Renzo Piano

Vetulonia,cosa vedere: a spasso nei luoghi degli Etruschi​

La Vetulonia  etrusca: alla scoperta della necropoli in un’area archeologica do immenso valore. Vetulonia cosa vedere in una giornata? Questo piccolo borgo della Maremma a pochi chilometri da Castiglione della Pescaia….

La Vetulonia  etrusca: alla scoperta della necropoli in un’area archeologica do immenso valore.

Vetulonia cosa vedere in una giornata?

Questo piccolo borgo della Maremma a pochi chilometri da Castiglione della Pescaia. ha origini antichissime: è stato un insediamento etrusco tra i più importanti della Dodecapoli e sorgeva sulle sponde dello scomparso lago Prile.

Il borgo visto dall'alto

Il borgo visto dall’alto

Citata in diversi documenti antichi, per secoli si persero le sue tracce, fino a trasformarsi in una leggenda, una storia da raccontare. Solo sul finire dell’800 Isidoro Falchi ne scoprì i resti dando avvio al processo che riportò alla luce l’area archeologica e restituì al borgo di colonna di Buriano il suo antico nome: Vetulonia.

Il centro abitato conserva ancora le ciclopiche mura dell’Arce, punto di partenza ideale per dirigersi alla volta dell’area archeologica, che ha inizio a ridosso del borgo. Di enorme interesse per gli archeologi ma piena di fascino anche per i profani, Scavi Città è una topografia dell’originario insediamento degli Etruschi, visitabile con una bella passeggiata nel verde. Ci si muove all’interno di ciò che fu un abitato ricco e fiorente, respirando la storia e l’aria pulita della Maremma.

Particolare della necropoli

Particolare della necropoli

In pochi minuti di macchina, o sfruttando l’occasione per un’escursione, si raggiunge una strada di campagna da cui si accede alla necropoli, la Via dei Sepolcri. Una serie di piccoli siti archeologici raccontano il culto dei morti e le tradizioni funerarie del popolo etrusco, e i tumuli che si sollevano dal terreno invitano ad entrare nelle camere sotterranee, casa dei defunti.​

Tra i più suggestivi è il tumulo della Petrera, chiuso all’interno di un cerchio d’alberi che richiama alla mente riti pagani e adorazione della natura: aperta al pubblico, è una tappa da non perdere. Altrettanto belle sono le tombe di Belvedere e del Diavolino, così come la tomba della Fibula d’Oro: aperta al cielo e protetta dagli ulivi, è il luogo in cui fu ritrovata la famosa fibula che oggi è custodita nel Museo Civico Archeologico di Vetulonia, altra tappa di sicuro interesse per gli appassionati di reperti e archeologia.​

Il tumulo della Petrera

Il tumulo della Petrera

​​Per concludere l’itinerario ci si può dirigere verso l’area archeologica di Roselle  o visitare la Diaccia Botrona, riserva naturale che porta le tracce di quel lago che ormai non esiste più.

Come arrivare:

​​​

Nessun commento su Vetulonia,cosa vedere: a spasso nei luoghi degli Etruschi​

Petra, la cantina capolavoro circondata dalla Maremma

Un’idea per un week end di degustazione vini in Toscana? Petra, sintesi perfetta tra natura, architettura e viticoltura. Protetta dalle magnifiche colline Metallifere della Val di Cornia e racchiusa nel…

Un’idea per un week end di degustazione vini in Toscana? Petra, sintesi perfetta tra natura, architettura e viticoltura.

Protetta dalle magnifiche colline Metallifere della Val di Cornia e racchiusa nel cuore verde dei vigneti della Maremma, la cantina Petra a Suvereto rappresenta uno dei luoghi da non perdere per gli appassionati di vino.

Visitare la tenuta non significa solo cogliere la fantastica opportunità di immergersi nel tipico paesaggio rurale della Maremma, ma anche avere la possibilità di degustare i grandi vini di Cantina Petra, godendo di un scenario unico in cui architettura e natura si fondono armonicamente nel segno di una cantina d’autore che porta la firma dell’architetto Mario Botta.

Una vista dall'alto della cantina

Una vista dall’alto della cantina

La tenuta, che custodisce al suo interno sia il capolavoro architettonico che l’azienda agricola, è immersa in ben 300 ettari di vitigni di straordinaria bellezza.

Il suo fascino indiscusso risiede nella totale integrazione col paesaggio circostante: dotata di un unico corpo centrale, il resto della cantina è quasi interamente scavato nella collina. Nella struttura cilindrica viene svolto il processo di vinificazione, mentre nel sottosuolo si sviluppano le gallerie di invecchiamento, uno spazio riservato alle botti e, al termine di un lungo corridoio che giunge fino ad una massiccia parete di roccia, l’Altare di Rivadossi: questo è il luogo della cantina dedicato agli incontri e alle riflessioni.

Particolare dell'interno della cantina

Particolare dell’interno della cantina

Riconoscibile all’esterno anche per la sua maestosa scalinata che dai vigneti raggiunge la sommità, la struttura architettonica assicura ai suoi visitatori un panorama mozzafiato godibile in tutto relax dalla terrazza esterna, con una vista sui vigneti che spazia sul Mar Tirreno e raggiunge le vicine isole.

Altra chicca è la presenza di due luoghi “incantati”, che hanno molto a fare con la storia viticola dell’area di Suvereto: la Vigna della Principessa e il Giardino della Principessa Elisa. Voluti da Elisa Bonaparte per questa zona della Maremma, gli antichi progetti della vigna e del giardino aromatico, sono stati seguiti fedelmente: nel giardino i profumi delle erbe abbracciano il visitatore e sembrano riempire l’aria con un velo di magia.

La vigna di Elisa Bonaparte

La vigna di Elisa Bonaparte

Il ristorante in cantina, aperto su prenotazione, offre la possibilità di degustare e riscoprire i sapori e gli odori della tradizione toscana, assaporando i prodotti tipici locali, ovviamente accompagnati dal giusto abbinamento di vino della tenuta.

Tenuta Petra e la sua Cantina sono sinonimo di ospitalità e scoperta, e rappresentano un’esperienza imperdibile per curiosi ed intenditori, tra profumi, sapori e il verde della Maremma.

Info sulle visite:

Telefono:  +39 0565 845308

Le visite sono possibili solo su prenotazione tutti i giorni per un minimo di 2 persone. La domenica si accettano visite solo per gruppi di almeno 8 persone.

Come arrivare:

 

Nessun commento su Petra, la cantina capolavoro circondata dalla Maremma